Autovelox, interviene la Corte Costituzionale: “Multe illegittime se l’apparecchio non è tarato”

AutoveloxE’ destinata senz’altro ad avere uno strascico notevole la sentenza della Corte Costituzionale con la quale si sancisce l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 il Nuovo codice della strada “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.

Il giudizio di legittimità è nato dal caso di due cittadini che avevano subito una multa per eccesso di velocità a causa a loro dire di un autovelox starato. La lunga battaglia legale condotta dai due sino in Corte di Cassazione è giunta poi alla Consulta grazie alla questione di legittimità della norma sollevata dal giudice di legittimità.

Cosa ha stabilito la Corte di Costituzionale è presto detto.

“Gli strumenti di misurazione elettronica – si legge nella pronuncia – sono soggetti a usura e deterioramento, da ciò l’esonero da verifiche periodiche appare intrinsecamente irragionevole Appare evidente – continuano i giudici – che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole”.

Per la Corte Costituzionale, inoltre, “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”.

Altro punto su cui soffermarsi è quello concernente la periodicità delle verifiche.

“Un controllo di conformità alle prescrizioni tecniche – prosegue la Consulta – ha senso solo se esteso all’intero arco temporale di utilizzazione degli strumenti di misura, poiché la finalità dello stesso è strettamente diretta a garantire che il funzionamento e la precisione nelle misurazioni siano contestuali al momento in cui la velocità viene rilevata, momento che potrebbe essere distanziato in modo significativo dalla data di omologazione e di taratura”.

Più che soddisfatto il presidente nazionale di Sos utenti Consumatori.

“E’ una sentenza destinata a fare scuola – commenta Antonio Ferrara – sono anni – continua che ci battiamo per porre fine alla consuetudine insana da parte di molti comuni di fare cassa sulle spalle di ignari cittadini e per di più con apparecchi la cui attendibilità di misurazione è stata quantunque compromessa dalla mancata manutenzione”.

La strada quindi per la presentazione dei ricorsi ed il ristabilimento della legalità è appena aperta.

“Su questo fronte siamo da sempre in prima linea, da oggi, rispetto a ieri abbiamo semplicemente uno strumento giuridico in più per far valere le nostre ragioni e ristabilire quello che crediamo essere un sacrosanto principio di giustizia.

 

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