Pratiche Commerciali aggressive

pratiche commerciali aggressive

Pratiche Commerciali aggressive: l’Antitrust multa Acea, Edison, Eni e Enel per circa 15 milioni di Euro 04.07.2016

pratiche commerciali aggressive

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nota anche come Antitrust o A.G.C.M., (autorità amministrativa indipendente italiana, che ha come compito la tutela del consumatore in materia di pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie e pubblicità ingannevole), ha sanzionato, per complessivi 14,5 milioni di euro circa, Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico, società che si occupano di forniture di energia elettrica e gas.
Nello specifico i provvedimenti riguardano “i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi, nonché gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi” .
In particolare, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso quattro procedimenti intrapresi a luglio 2015 sulla base di numerose segnalazioni di singoli consumatori e diverse associazioni che tutelano i consumatori, sanzionando così le cinque aziende più note che forniscono energia elettrica e gas ovvero : Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico, con una multa di 14 milioni e 530.000
Le suddette multe ammontano rispettivamente a 3,6 milioni per Acea ed Eni, 2,9 milioni per Enel Energia, 2,6 milioni per Enel Servizio Elettrico ed 1,7 milioni per Edison: le diverse sanzioni sono state decise “in considerazione delle specificità di ciascuna condotta e della dimensione dei diversi fenomeni riscontrati”.
A conclusione della sua istruttoria, l’ANTITRUST ha constatato che le cinque società hanno posto in essere pratiche commerciale aggressive di vario tipo, ovvero una relativa alla gestione inadeguata delle istanze e delle comunicazioni di clienti finali che lamentavano la fatturazione di consumi divergenti da quelli effettivi per deficienze del processo di fatturazione o malfunzionamenti dei sistemi informatici e alla mancata sospensione delle attività di riscossione nell’attesa di una risposta chiara, puntuale ed esaustiva. Nel caso di conguagli di elevato importo, inoltre, le imprese non avevano adottato misure per attenuare l’impatto della bolletta, senza informare gli utenti sulla possibilità di rateizzare né sui termini di pagamento più lunghi.
Una seconda pratica scorretta relativa invece alla mancata o ritardata restituzione di importi dovuti a vario titolo ai clienti finali; in particolari in caso di rimborsi e/o restituzioni di fatture pagate in eccedenza.
L’Autorità ha ritenuto, infatti, che le modalità adottate dai cinque operatori non hanno permesso ai consumatori di ricevere pienamente e tempestivamente quanto versato in eccesso per la fornitura di energia elettrica o di gas.
Vieddippiù per le due società del gruppo Enel è stata accertata una terza pratica scorretta, che consisteva nell’addebito degli interessi di mora per tardivo pagamento, anche in caso di bollette recapitate in ritardo o non recapitate per inadempimento della società e in presenza di un reclamo.
In merito all’istruttoria le società Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia hanno contestato le conclusioni cui è giunta l’Autorità Antitrust, ritenendo la propria condotta in materia di fatturazione e procedure di riscossione dei crediti pienamente aderente ai più elevati canoni della diligenza professionale e del tutto rispondente alla normativa di settore». Pertanto le aziende in una nota sottolineano che «Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia valuteranno il provvedimento dell’Autorità e si riservano di tutelare le proprie ragioni nelle sedi più opportune». «Le pratiche contestate fanno riferimento ad una casistica estremamente contenuta, se comparata con il numero dei clienti serviti dalle società, circa 30 milioni, e con il numero delle fatture emesse nel periodo di riferimento, circa 250 milioni. Le società, peraltro, confermando l’attenzione nei confronti dei propri clienti, hanno già implementato una serie di misure che assicurano l’innalzamento del grado di tutela, soprattutto nei casi di conguagli pluriennali».
In considerazione di questi elementi, le sanzioni sono state ridotte in misura proporzionale al grado di rilevanza ed effettiva implementazione di tali innovazioni. Nel corso del procedimento, l’AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) ha permesso all’Antitrust di individuare e accertare distinte pratiche aggressive. Nelle attività ispettive, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato s’è avvalsa anche della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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