In arrivo una raffica di aumenti per i biglietti di bus e metro

25082010073Viaggiare sui mezzi pubblici costerà di più; dal 7 al 30 per cento, a tanto ammonta l’ondata di aumenti che sta per abbattersi sul consumatore sempre più inerme dinanzi all’insostenibile leggerezza della politica.

Da Torino a Napoli passando per Milano e Bologna i biglietti di autobus e metrò subiranno tutti incrementi, la cui entità in alcuni casi è ancora misteriosa; è il caso manco a dirlo della Campania. Quì il biglietto che consente di circolare liberamente per tutta la cinta metropolitana costa 1,80 dopo gli aumenti potrebbe arrivare a 2,45 euro. «Ci sono buchi per oltre 450 milioni di euro» è la giustificazione delle aziende di trasporto locale che non ci stanno a passare per la parte di coloro che tartassano i cittadini. «Sono oltre il 20 per cento il totale di coloro che ogni anno non pagano il biglietto pur usufruendo del trasporto pubblico, è una situazione insostenibile per le già esauste finanze pubbliche».

Non è proprio dello stesso avviso il presidente di “Sos utenti consumatori” Antonio Ferrara. «Il problema dei mancati controlli non può ricadere sempre sui cittadini onesti»

Il ragionamento di Ferrara si base su un assunto molto semplice che mette d’accordo le legittime esigenze degli enti pubblici che hanno bisogno di risorse economiche per operare con quelle di chi, onesto, non sopporta di dover pagare anche per i furbi di turno. «Pagare è una necessità e su questo non si discute, se qualcuno però viene meno all’obbligo che è innanzitutto un dovere di civiltà è giusto che sia lui a pagare e non altri» La soluzione è presto detta: «Intensificare i controlli. A chiunque è avvezzo a circolare sui mezzi pubblici, in Campania specialmente, avrà sicuramente notato come sia difficile incontrare un controllore  nel raggio di chilometri. Aumentare le sanzioni e fare ricadere principalmente sui disonesti le spese dei servizi sarebbe senz’altro un’ottima soluzione».

Per chi volesse consolarsi all’estero non va di certo meglio. Nelle maggiori capitali europee si paga mediamente di più, l’esempio emblematico è Londra. All’ombra del Big Bang l’abbonamento annuale per circolare sui mezzi pubblici costa 1400 euro a fronte dei 330 italiani.

Peccato solo per la qualità del servizio, gli inglesi posso permettersi di girare in metro su 460 chilometri di percorso i milanesi ad esempio solo su 70.

Raffaele de Chiara 

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