Bonus 80 euro: ripresa economica inesistente, Ferrara: “E’ una misura di per sè insufficiente ma rimaniamo ottimisti”

La SentinellaE’ stato quasi impercettibile l’effetto del bonus di 80 euro sui consumi: più 0,1% rispetto a maggio, più 0,4% rispetto a giugno dello scorso anno. La misura è stata interpretata come episodica e non strutturale e, benché positiva, non ha  determinato un effetto shock sui consumi né sulla fiducia dei consumatori.  A denunciarlo è l’Indicatore dei Consumi Confcommercio di giugno.

L’unico effetto positivo della misura è stata la crescita tendenziale dei consumi a giugno pari allo 0,4%, corrispondente a un +0,1% sul mese di maggio. Troppo poco rispetto alle attese. “Esso – continua la nota di Confindustria – è un segnale positivo ma straordinariamente debole e insufficiente per affermare che la domanda delle famiglie sia giunta a un incoraggiante punto di svolta. Allo stato attuale, dunque, si conferma il permanere di un quadro economico privo di una precisa direzione di marcia, situazione che dopo un lungo ed eccezionale periodo recessivo non può non preoccupare molto”

Secondo il presidente Confcommercio il 2014 sarà dunque un anno di transizione, col rischio che vengano compromesse le prospettive di crescita per l’anno prossimo. «Siamo di fronte ad una ripresa ancora troppo timida, fragile e incerta – dice Carlo Sangalli – E, ad eccezione del dato sull’occupazione che negli ultimi due mesi ha fatto registrare il segno più, il che dimostra che c’è un risveglio del sistema produttivo, tutti gli altri indicatori sono negativi: produzione industriale, Pil, fatturato della Gdo in tutti i canali di vendita, inclusi i discount, prezzi in calo il che vuol dire rischio deflazione e imprese del terziario di mercato che continuano a chiudere. La crescita deve essere la priorità nell’agenda di governo perché solo così eviteremo il rischio di una manovra correttiva».

In linea con quanto affermato da Confindustria è il pare di Antonio Ferrara, presidente di Sos utenti consumatori.

«L’abbiamo detto più volte e non ci stancheremo mai di ripeterlo: il bonus elargito dal governo Renzi è solo un palliativo, per far ripartire i consumi serve altro. Occorrono interventi strutturali ed una spinta decisiva all’occupazione».

Dati preoccupanti ma che in ogni caso non devono far disperare.

«Indulgere al pessimismo non porta nulla di positivo, l’importante è essere ottimismi, senza naturalmente perdere di vista la realtà»

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