Come fare una Denuncia al Garante Privacy

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IN GENERALE: COME FARE UNA DENUNCIA AL GARANTE PRIVACY

Leggendo questo articolo scoprirai velocemente come fare una denuncia al Garante Privacy. Difatti, non tutti sanno che, in caso di violazione (o presunta tale) dei propri dati personali – e cioè quando si ritiene che i propri dati vengano trattati da chi a qualsiasi titolo li detiene, impropriamente o illegittimamente – è possibile, appunto, inoltrare un’apposita istanza a tale autorità perla tutela del proprio diritto alla riservatezza. 

ll Garante per la protezione dei dati personali (o, appunto, Garante privacy) è un’autorità pubblica che ha proprio il compito di tutelare il diritto alla riservatezza, così come disciplinato dal Codice della Privacy. A tal fine può ricevere una denuncia e/o sanzionare e/o inibire comportamenti illegittimi da parte di chi detenga, a qualsiasi titolo, i dati personali di un soggetto. Talvolta l’intervento del Garante è molto utile, specie perché lo stesso si impegna a diffondere la conoscenza dei propri diritti in materia di riservatezza (si veda, ad esempio, l’iniziativa sui cookies). 

Per azionare la tutela del proprio diritto alla riservatezza dinanzi al Garante Privacy esistono diversi strumenti, impropriamente chiamati denuncia, trattandosi, più correttamente, di ricorso, reclamo o segnalazione.

Ma, al di là del nome, come fare una “denuncia” al Garante Privacy?

Abbiamo detto che sono sostanzialmente tre gli strumenti che possono essere utilizzati per tutelare il proprio diritto alla riservatezza. Essi sono tutti azionabili online, attraverso il sito del Garante, utilizzando l’apposita modulistica. Analizziamoli.

Preliminarmente, tuttavia, è bene precisare che, prima di fare una denuncia al Garante della Privacy, è opportuno – e talvolta necessario – che il soggetto che ritiene leso il diritto alla propria riservatezza presenti una istanza scritta a chi detiene, per qualsiasi ragione, i dati personali presentando Alla richiesta dovrà esser dato riscontro, di regola, entro 15 giorni dal ricevimento (30 giorni nel caso in cui l’istanza sia particolarmente complessa).

IL RICORSO

Nel caso in cui di mancato riscontro o di riscontro insoddisfacente all’istanza, si potrà:
– Fare ricorso al giudice;
– Oppure, in alternativa allo strumento giudiziario, si potrà fare una denuncia al Garante Privacy, tramite un vero e proprio ricorso formale, individuando il comportamento illegittimo di cui si chiede la cessazione. Attenzione, però: il ricorso può essere proposto solo previo versamento dei diritti di segreteria, pari a 150 euro (sono previste però esenzioni per i soggetti meno abbienti).

Il Garante è tenuto a pronunciarsi sul ricorso entro sessanta giorni, decorsi i quali lo stesso si intenderà rigettato (in tale ultimo caso, tuttavia, è possibile fare ricorso al giudice entro i successivi trenta giorni).
In caso di accoglimento del ricorso, viceversa, il Garante potrà ordinare al responsabile la cessazione del comportamento illegittimo e l’adozione delle misure necessarie a tutela dei diritti dell’interessato.

IL RECLAMO

Altro strumento utilizzabile per fare una denuncia al Garante Privacy è il cosiddetto reclamo, attraverso il quale l’istante rappresenta una violazione della disciplina in materia di privacy (anche in questo caso sono dovuti i diritti di segreteria, pari ad euro 150,00).

Dal reclamo prende avvio un vero e proprio procedimento amministrativo, con eventuale audizione degli interessati, cui segue l’adozione, se del caso, di provvedimenti con i quali il Garante Privacy ordina di cessare il comportamento illegittimo o di predisporre misure idonee ad evitare ulteriori illeciti.

LA SEGNALAZIONE

Il terzo ed ultimo strumento a disposizione da chi si reputa leso è la segnalazione, con la quale, appunto, si segnala al Garante una presunta violazione, fornendo solamente gli elementi di cui si è in possesso. Si tratta, in verità, di uno strumento blando, posto che da esso non necessariamente prende avvio un procedimento di accertamento di un illecito, e che presenta l’unico sostanziale vantaggio di esser gratuito.

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