Contenzioso civile transfrontaliero: al via la riforma dell’UE

la SentinellaFino a 48 milioni di euro; a tanto ammonta il risparmio della riforma in materia di contenzioso civile di dimensione transfrontaliera.

A partire dal 10 gennaio infatti è entrata in vigore la riforma europea operante in tutti i Paesi dell’Unione che prevede la possibilità per il consumatore di rivolgersi ai giudici dello Stato in cui risiede senza dover ricorrere ai tribunali del paese terzo.

“Grazie alle nuove norme – fa sapere Bruxelles- sarà possibile risolvere più facilmente le controversie giudiziarie di natura transfrontaliera – con un risparmio annuo previsto per l’UE fino a 48 milioni di euro”.

Le nuove norme aboliscono il lungo e oneroso procedimento, attualmente applicato 10.000 volte all’anno, per vedere le decisioni in materia civile e commerciale riconosciute in altri paesi dell’UE. Le decisioni saranno automaticamente esecutive in tutta l’Unione europea.

Quali siano i miglioramenti derivanti dall’applicazione delle nuove procedure è presto detto. 

Una decisione in materia civile e commerciale esecutiva in uno Stato membro dell’Unione lo sarà automaticamente ovunque nell’UE.

In questo modo si abolisce una complicata procedura intermedia – che generalmente costa fra i 2 mila e i 3 mila euro ma può arrivare anche a 12.700 euro fra onorari degli avvocati, spese di traduzione e spese giudiziarie – che in gran parte dei casi rappresenta una formalità. In questo modo, spiega la Commissione, dal momento in cui una decisione viene emessa in uno Stato membro, il creditore potrà farla eseguire in qualunque altro Stato membro – il che significa che le imprese e i cittadini potranno recuperare il proprio denaro più rapidamente e facilmente e senza costi. In circostanze eccezionali i giudici potranno sempre bloccare l’esecuzione di una decisione, ad esempio se il tribunale dell’altro Stato membro viola il diritto a un giusto processo.

Altra semplificazione: consumatori e lavoratori dipendenti saranno più protetti nei casi di contenzioso con un paese terzo.

Spiega Bruxelles: “Finora, spesso, i consumatori non avevano la possibilità di esercitare i propri diritti quando acquistavano beni da un commerciante con sede in un paese terzo e operante in uno Stato membro dell’UE. Le nuove norme prevedono che, in tutta l’Unione europea, in questi tipi di controversie, il consumatore potrà rivolgersi ai giudici dello Stato in cui risiede, senza dover ricorrere ai tribunali del paese terzo. Ai sensi delle nuove disposizioni, inoltre, un dipendente che lavora nell’UE potrà intentare un’azione legale contro il suo datore di lavoro stabilito in un paese terzo rivolgendosi ai giudici dello Stato membro in cui lavora abitualmente”.

Entusiasta il presidente nazionale di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara: “Decisioni come queste fanno bene al diritto ma soprattutto all’economia nazionale. La certezza di veder riconosciuti i propri diritti in caso di contenzioso senza aggiunta di altri oneri non può che spingere gli imprenditori a fare sempre maggiori investimenti”.

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