Contratto di viaggio, la penale in caso di rinuncia solo a favore del tour operator è vessatoria

foto1Il contratto di viaggio che prevede una penale in caso di rinuncia per cause di forza maggiore o per caso fortuito soltanto a favore del tour operator è da considerarsi vessatorio e quindi impugnabile. E’ quanto stabilito da una sentenza del Giudice di Pace di Napoli  in materia di viaggi e turismo.

Nel caso in esame, due turisti agiscono in giudizio per ottenere dall’organizzatore del viaggio il rimborso della somma relativa ad un soggiorno annullato per cause eccezionali. Il Giudice di Pace ha ravvisato un netto squilibrio tra le due parti contrattuali. Mentre in caso di recesso del passeggero, anche per cause di forza maggiore o per caso fortuito, nel contratto in esame, così come nella maggior parte dei contratti di viaggio, è previsto che il turista paghi, in ogni caso una penale, in caso di annullamento del viaggio da parte del tour operator, dovuto a forza maggiore o caso fortuito, non è prevista alcuna penale a carico del tour operator a favore del turista.

La sentenza che segue, rappresenta un precedente giurisprudenziale degno di rilievo in materia di clausole vessatorie, riportate in particolar modo nei contratti di viaggio.  

Ufficio del Giudice di Pace di Napoli Quarta Sezione Civile

 

Il Giudice di Pace di NAPOLI –dr. Eliso DESIDERIO- ha pronunciato la seguente sentenza

Nella causa civile iscritta al n. —– R.G. Aff.Cont. dell’anno 2006, riservata all’udienza del 29 maggio 2006 vertente 

TRA

X ed Y, rapp.ti e difesi dall’avv. Annalisa Castiello ed elett.te  dom.ti presso il suo studio in Napoli in Vico Neve a Mater Dei ,3, giusta procura a margine dell’atto di citazione                                    

                                                                                                                                

ATTORI

E: B….. Spa – sorta a seguito di trasformazione della B….. srl-in persona del legale rapp.te p.t. con sede in B,  rapp.ta e difesa  dall’ avv. L. S.,tutti elett.te dom.ti  presso lo studio dell’avv. R. R.  in Napoli alla  Via dei Mille 16,giusta procura a margine della comparsa di   costituzione e risposta                                                                                                                                                                                                                                                                 

CONVENUTA

 AVENTE AD OGGETTO: Risarcimento danni e rimborso somme

CONCLUSIONI: Il difensore degli attori si riportava alle conclusioni formulate nella comparsa conclusionale,che depositava,chiedendo l’integrale accoglimento della domanda,con vittoria di spese attribuite;  la società ZZ non svolgeva conclusioni e non depositava comparsa conclusionale.                                                              

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione del 16.11.05, gli attori  hanno convenuto la Srl ZZ, dinanzi a questo Giudice per l’udienza del 16.01.06,poi, rinviata di ufficio al 3.03.06, esponendo :

 –  gli istanti in data 21.6.05 ebbero ad acquistare –presso la agenzia turistica R.T. di Napoli- un pacchetto turistico, comprensivo di trasporto marittimo A/R per due adulti con auto,soggiorno in appartamento in località Pirgi (Corfù) per il periodo dal 13 al 27 agosto 2005; – versavano l’acconto (€ 350) ed il relativo saldo del prezzo (€ 1.060,00) pattuito,attendendo la partenza prevista per il 13 agosto 2005;

– l’11 agosto 2005 decedeva il sig. 1X,genitore di X e, quindi, gli attori decidevano di recedere dal contratto,avvertendo la agenzia di viaggi; – l’agenzia R. T., bene a conoscenza della luttuosa circostanza, avendo anche recapitato un telegramma di condoglianze,in data 12.08.05 provvedeva ad annullare la prenotazione sia telefonicamente che a mezzo di messaggio fax inoltrato al Tour Operator ZZ;

– detto Tour Operator non operava alcun tipo di riscontro;

– a ministero di avvocato di fiducia,gli attori, in data 31 agosto 2005  richiedevano il rimborso alla ZZ,senza ottenere riscontro;

Trattandosi di recesso unilaterale dei viaggiatori giustificato da un evento eccezionale ed imprevedibile ed essendo risultati vani i tentativi per addivenire ad una soluzione bonaria, gli attori   citavano  in giudizio l’organizzatore del viaggio ,e cioè la srl ZZ , innanzi al Giudice di Pace di Napoli per l’udienza indicata, per sentire così provvedere: 

1.accertare e dichiarare la legittimità del diritto di recesso per giusta causa;

2.accertare e dichiarare la nullità delle clausole nn. 6,13 e 17 delle condizioni di contratto;

3.dichiarare il diritto degli attori al rimborso della somma di € 1.027,00,oltre interessi versata all’agenzia di viaggi per godere del soggiorno poi annullato presso un appartamento gestito dalla B……. srl;

4.condannare la medesima società al pagamento della somma di € 1.027,00 oltre interessi;

5.in subordine in caso di validità della clausola al punto 6 dichiarare il diritto degli istanti ad ottenere il rimborso della somma di € 256,75 –o di quella ritenuta equa- indebitamente trattenuta dalla convenuta;

6.condannare la medesima  al relativo pagamento,oltre interessi;

7. in ogni caso condannare la convenuta società al pagamento del risarcimento di tutti i danni patrimoniali,personali e morali provocati agli attori per la temerarietà della lite ex art,96 c.p.c.,da calcolarsi in via equitativa,comunque nei limiti complessivi della competenza del Giudice adito e non oltre di € 1.100,00,  con vittoria delle spese di lite attribuite.

Radicatasi la lite, la convenuta  non  si costituiva; su richiesta di parte attrice, venivano disposti il raccoglimento dell’interrogatorio formale del legale rappresentante della B…. e l’ammissione della prova testimoniale.

In data 7.4.06, la B……. spa,nel costituirsi, eccepiva: -la revoca dell’ordinanza della sua contumacia, resa all’udienza del 6.3.06; – l’infondatezza della domanda,stante l’illegittimità del recesso alla luce dell’art. 7 lettera d del D.Lgs n. 111/95; – la validità delle condizioni generali di contratto nella formula “tutto compreso” e delle relative penali,essendo ingiusto far ricadere sull’organizzatore del viaggio il rischio di una circostanza assolutamente imprevedibile; -l’infondatezza dell’eccezione di vessatorietà della clausola che prevede una penale a carico del viaggiatore che rinuncia alla vacanza. 

Concludeva, chiedendo il rigetto della domanda con la condanna degli attori al pagamento delle spese.

Espletata la prova testimoniale, depositata documentazione, sulle conclusioni rese dai  presenti all’udienza del 29.05.06,seguiva assegnazione della causa a sentenza. 

Gli attori, nel formulare le conclusioni, ritenendo  sussistere la proponibilità e la fondatezza della domanda,ne chiedevano  l’accoglimento, con  la condanna della convenuta  alla restituzione delle somme pagate,oltre risarcimento dei danni da liquidarsi in via equitativa,il tutto nei limiti di € 1.100,00 oltre le spese di causa.                                              

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente  va dichiarata la  capacità processuale delle parti e la regolarità della rappresentanza in giudizio delle stesse a ministero dei rispettivi difensori costituiti. Si deve,poi,ritenere la proponibilità e la ammissibilità della domanda di X ed Y,perché redatta nel rispetto del combinato disposto degli artt. 318 e 163 c.p.c.,né si e verificato alcun pregiudizio difensivo per la convenuta.

Infatti,la stessa risulta regolarmente e validamente evocata in giudizio dal momento che la notifica dell’atto di citazione –avvenuta a mezzo del servizio postale,con consegna “alla segretaria” che sottoscrive in data 7.12.05- appare regolare; pertanto la richiesta di revoca dell’ordinanza del 3.3.06 ( e non del 6.3.06) è  infondata -non avendo tra l’altro la società documentato, e provato, alcun disguido o disagio- e va rigettata.

Né si rilevano contrasti relativamente alla competenza per valore e per territorio,in applicazione dell’art. 1469 bis C.C.,sulla scorta dell’art. 7 c.p.c. e stante la “clausola di contenimento “richiamata dagli attori.  X ed Y agiscono in giudizio onde ottenere, dall’organizzatore del viaggio, il rimborso della somma relativa ad un soggiorno annullato per cause eccezionali.

Dall’altra parte la convenuta,nel costituirsi, non contesta le circostanze di fatto,bensì svolge una difesa ,in particolare di diritto,volta ad affermare la validità delle clausole contrattuali,opponendosi ,in definitiva, al rimborso dell’intera somma ricevuta . 

Tanto osservato, i fatti di causa –come risulta dai documenti allegati,dalla prova testimoniale espletata e dalle difese delle parti costituite, sono pacifici:

1. i signori X ed Y acquistavano, tramite la R. T., un pacchetto turistico per un viaggio tutto compreso,per il periodo 13/8-27/8/2005, organizzato dalla B…. Viaggi,sottoscrivendo regolare contratto del 21.6.05 (allegato);

2. versavano l’acconto (€ 350,00) ed il saldo (€ 1.060,00) come da  ricevute allegate;

3. a causa di un improvviso – provato- lutto familiare erano costretti a recedere dal contratto in data 12.08.05;

4. in data 13.08.05,la ZZZZZ Viaggi emetteva la fattura n. 521  (allegata),facendo riferimento alla pratica “annullata” e tratteneva l’intero importo di € 1.410,00;

5. il contratto del 21.6.05 richiama le condizioni generali dell’opuscolo informativo (allegato) ed in particolare punti 6,13 e 17, cui fanno riferimento le parti nei propri scritti.

Le circostanze di fatto,oltre che documentate, sono confermate dalle dichiarazioni dei testi escussi ,che -se pure parenti- sono da ritenere attendibili,in quanto non si è rilevata,da parte degli stessi, alcuna legittimazione principiale a proporre il giudizio ,ovvero una legittimazione secondaria ad intervenire in un giudizio già proposto da altri cointeressati (art. 246 c.p.c. ,Cass. sez.lav. 30.03. 2006 n. 7545).

La normativa applicabile alla fattispecie,invocata anche dalle parti , è  il D. Lgs. N. 111/95 -decreto volto a definire uno standard di base di protezione del consumatore/turista con un nucleo essenziale di norme comuni dirette a regolamentare  alcuni fondamentali aspetti della materia dei viaggi tutto compreso- che non disciplina espressamente il caso del “recesso del viaggiatore”. Soccorre, ad individuare la normativa che interessa, la Legge n. 146 del 22 febbraio 1994,che richiama (art. 24 lettera a) le disposizioni più favorevoli previste dalla Legge n. 1084/1977, non essendo applicabile il D. Lgs n. 206 del 6.9.05 (invocato dagli attori),che è entrato in vigore (23.10.05) successivamente alla stipula del contratto (21.06.05).  Sulla scorta della normativa richiamata –considerato che il thema decidendi, sulla base delle difese delle parti e dalla valutazione unitaria di tutti gli elementi della fattispecie, è legato alla validità o meno della penalità prevista dall’art. 6 delle condizioni generali di contratto- la domanda attorea va accolta. 

Non essendo in discussione la validità del contratto ,va ritenuto  come “recesso”- e tale correttamente lo qualificano le parti- la facoltà del proponente di ritirarsi dal rapporto esercitando un potere di agire (diritto soggettivo) che la legge riconosce solo in certi casi,per far venir meno ex nunc le prestazioni che sono oggetto delle obbligazioni nascenti dal contratto per effetto di una dichiarazione unilaterale di una delle parti.

In questo contesto  va analizzato il comportamento della convenuta,che pretende di trattenere  l’intera somma ricevuta , facendo apparire corretto il suo operato sulla scorta di  penalità contenute nelle condizioni generali di contratto (art.6).  In primis si rileva che se così fosse,non si comprende l’ostinata difesa della B…. Viaggi volta a rifiutare anche la restituzione del 25 percento, atteso che la penale è pari al 75 % del prezzo, perché il recesso documentato è avvenuto due giorni prima della partenza; in tale ipotesi,il decidente osserva che  il Tour Operator aveva il preciso onere probatorio di documentare la esplicita sottoscrizione ed approvazione  della clausola volta a prevedere la penale in caso di recesso del viaggiatore; prova che non è stata fornita. Ma soprattutto ciò che non si riscontra,da una attenta lettura del contratto, è un equo contemperamento degli interessi delle due categorie di contraenti: in pratica a fronte della clausola di cui al punto 6, non si rinviene analoga clausola,che preveda –in caso di recesso dell’organizzatore- che questi versi il doppio di quanto pagato dal viaggiatore. Questi elementi –anche in considerazione che nelle condizioni generali del contratto de quo  vi sono altre clausole  dubbie (punti 13 e 16) in rapporto alla normativa in materia – fanno ritenere che la clausola di cui  al punto 6 ,rubricato come “rinuncia al viaggio da parte del viaggiatore” è in aperto contrasto con la previsione di cui all’art. 1469 bis, 3° comma, n. 5) C. C.,che statuisce la presunzione di vessatorietà, stante il sostanziale squilibrio fra l’ipotesi del recesso del viaggiatore e quello dell’organizzatore.

Pertanto la clausola prevista dal punto 6 ,perché vessatoria, va  annullata, e non applicandosi il diritto di ritenzione dal momento che il recesso è dipeso da una giusta causa, consegue l’obbligo da parte del Tour Operator di restituire la somma,non avendo gli attori usufruito del viaggio e del servizio.

Rimane da stabilire, avendo gli attori provato di avere  versato l’intera somma del viaggio, l’importo della restituzione, e –ritenendo che tra  l’organizzatore ed il viaggiatore si instauri un rapporto di mandato- ne va applicata,nel caso di revoca, la relativa disciplina  (art. 1722 e segg. C.C.),che comporta l’obbligo del mandante di far fronte alle obbligazioni in precedenza contratte per suo conto dal mandatario nei confronti di terzi (Corte Appello Genova 1 settembre 2004).

Dal momento che la convenuta non ha  provato l’entità di detto importo,in considerazione delle voci indicate nel contratto (Viaggio,appartamento,spese apertura pratica),a seguito di una valutazione complessiva di tutta la fattispecie, si stima giusto ed equilibrato ritenere  detto importo pari ad € 705,00, per spese,prenotazioni e disdette  . Da ciò consegue che il Tour Operator dovrà restituire la somma di € 705,00,pari alla metà della somma versata dai viaggiatori-attori.

La domanda dei signori X ed Y  va dunque accolta,con la conseguente condanna della B…VIAGGI spa ,in persona del legale rapp.te,   al pagamento   in favore degli attori della somma di € 705,00, con la precisazione che  alla stessa somma dovranno aggiungersi  gli  interessi al tasso legale ex art.1282 c.c.  dalla data della domanda sino al soddisfo.

La richiesta di danno (contenuta nel capo 7 della citazione ) va rigettata perché infondata e non provata, né si è riscontrato che l’organizzatore abbia resistito in giudizio con mala fede o colpa grave per potere applicare l’invocata responsabilità aggravata di cui all’art. 96 c.p.c..

Le spese,ex art. 91 c.p.c., seguono la soccombenza e valutata la nota spese,depositata agli atti ,vanno liquidate in favore degli attori,come in dispositivo.                                                         

 P.Q.M.

il Giudice di Pace di Napoli –dott.Eliso Desiderio- sulla domanda di X ed Y,disattesa ogni altra eccezione, deduzione ed istanza, definitivamente pronunziando nella causa civile con numero R.G. ——/06, così provvede:

a)accoglie  la domanda  attorea;

b) per l’effetto condanna la  ZZZZ Viaggi  ,in persona del legale rapp.te p.t., con sede come in atti, al pagamento in favore degli attori, della somma di  € 705,00 (settecentocinque/00)  oltre gli interessi legali come in motivazione; 

c) condanna la medesima società convenuta,indicata sub b, al pagamento delle spese di  giudizio,in favore degli attori che liquida in € 83,00 per spese, € 700,00 per diritti,,€ 600,00 per onorario oltre spese generali come da T.P. nonché oltre IVA e CPA come per legge,con attribuzione al difensore antistatario 

Così deciso in Napoli l’ 8.06.06              

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