Crisi economica. Cambiano gli acquisti dei consumatori: più qualità e meno sprechi

la SentinellaCambiano le abitudini alimentari a causa della crisi. Molti italiani non riescono a portare a tavola cibo adeguato: la percentuale è più che raddoppiata (+130 per cento) rispetto all’inizio della crisi nel 2008 ed oggi si contano circa 11 milioni di persone che, pur volendolo, non possono permettersi un pasto proteico adeguato almeno ogni due giorni.

L’aspetto più drammatico di questa situazione, evidenzia l’indagine Coldiretti-Censis, sono i 4.068.250 di poveri che nel 2013 in Italia sono stati costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare.

Ecco allora come cambiano le esigenze dei consumatori.  I fattori fondamentali per la scelta e l’acquisto di cibo sono “la ricerca della qualità e della genuinità (45,4 per cento) e i prezzi (39,1 per cento).

“Genuinità e prezzi – rilevano Coldiretti/Censis – incarnano i due poli del paradigma del consumatore contemporaneo, maturato nelle dinamiche della crisi, che ha fatto proprie le logiche della sobrietà e i valori di un rapporto non più compulsivo con i consumi, in una logica nuova dove quantità non vuol dire qualità”

Diverse anche le modalità con cui si fanno gli acquisti

Da un un lato infatti accade che quasi un italiano su tre faccia scorte di riserve alimentari quasi fosse in guerra, approfittando delle offerte e delle promozioni, dall’altro diminuisce lo spreco di cibo: otto italiani su dieci non buttano gli alimenti scaduti (con un aumento del 18 per cento dall’inizio dell’anno, secondo l’elaborazioni Coldiretti sulla base del rapporto 2014 di Waste watcher knowledge for Expo).

“Il ritorno al passato – spiegano Coldiretti/Censis  – si avverte anche nelle strategie di risparmio con la metà degli italiani (49,8  per cento) che dichiara di fare sempre la lista scritta della spesa ai quali si aggiunge un 34,5 per cento che la fa solo qualche volta per non essere travolto dagli acquisti di impulso. In questa direzione tra i comportamenti di reazione alla crisi ci sono forme di sapiente sobrietà nell’utilizzo dei cibi acquistati e cucinati come, ad esempio, l’utilizzo di cibi avanzati preparati per precedenti pasti praticato da 22,8 milioni di famiglie, di cui 9,9 milioni lo fa regolarmente. Cresce il food sul web, con 8,1 milioni di italiani, di cui quasi 2,4 milioni tra i 18-34enni, che dichiara di acquistare cibo su siti internet dove è più facile fare il confronto dei prezzi”.

 

 

 

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