Disservizi nelle telecomunicazioni, le procedure alternative al ricorso al giudice ordinario

bollette-risparmio-cambio-operatore-3-640x366In caso di disservizi con operatori di telecomunicazione non è possibile adire subito il giudice di Pace o il Tribunale. L’organo a cui bisogna rivolgersi è il Corecom regionale o altro organismo non giurisdizionale per una conciliazione obbligatoria.

L’autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) detta precisi limiti alla possibilita’ di interrompere il servizio a seguito del mancato pagamento, parziale o totale, di una fattura. L’utente che ravvisi un addebito che non riconosce, puo’ pagare la parte che ritiene legittima e procedere alla comunicazione con raccomandata di andata e ritorno di messa in mora. Nel documento va inserito copia del versamento effettuato. Senza una risposta ufficiale da parte del gestore, occorre procedere con il tentativo di conciliazione obbligatoria.

Corecom

I Comitati regionali per le comunicazioni, sono organismi preposti a dirimere le controversie tra utenti e fornitori di servizi di comunicazione elettronica.

Come procedere

Il primo passo e’ trovare il sito del Corecom della propria regione e scaricare il Formulario UG da inviare secondo le modalita’ suggerite, e’ ammessa anche la presentazione tramite fax o mail, a seconda dei Corecom.

L’organismo procedera’ ad informare l’utente della data fissata per il tentativo di conciliazione. All’incontro  prenderanno parte, oltre all’utente che puo’ farsi rappresentare anche da altro soggetto, non e’ necessario un legale, un avvocato del gestore e un conciliatore del Corecom.

Il conciliatore ha il compito di favorire l’accordo, ma non ha potere di decidere su torti e ragioni dell’una o dell’altra parte. Se un accordo viene raggiunto, si stila un verbale che diventa vincolante per le parti. Importante sui tempi dell’udienza.

Il tentativo di conciliazione deve avvenire entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. Se entro tale termine l’udienza non si tiene, l’utente puo’ rivolgersi alla giustizia ordinaria (giudice di pace o tribunale).

Cosa succede in caso i di mancato rispetto di quanto pattuito in conciliazione

Il verbale di conciliazione positivo del Corecom e’ un titolo esecutivo direttamente azionabile tramite precetto. Per effettuarlo, consigliamo di procedere tramite legale, perche’ anche un minimo errore di forma puo’ comportare l’instaurarsi di un processo civile.

Prima di rivolgersi ad un legale, vale la pena inviare un’ultima intimazione tramite lettera raccomandata A/R di messa in mora, facendo presente che si procedera’ all’esecuzione forzata in caso di mancato pagamento entro 10 giorni.

In caso di mancata conciliazione

Giustizia ordinaria. Se la conciliazione davanti al Corecom, o davanti ad altro organismo, non va a buon fine, o nel caso l’udienza non fosse fissata entro trenta giorni, si puo’ procedere presentando istanza davanti al giudice di Pace, per cause che valgono fino a 5.000 euro, o in tribunale per importi superiori.

Definizione controversia davanti al Corecom o all’Agcom

Solo per chi ha concluso senza successo il tentativo di conciliazione puo’ entro sei mesi, in alternativa alla giustizia ordinaria, proseguire la procedura per la definizione della controversia davanti all’Agcom o lo stesso Corecom.

Definire la controversia significa che l’organo preposto, Agcom o Corecom, non si limita a fare da paciere, ma sentite le parti sentenzia su chi ha torto o ragione. In questa sede, non e’ possibile richiedere il risarcimento del danno, salvo gli indennizzi previsti da contratto o carta dei servizi.

Entro dieci giorni dalla presentazione dell’istanza l’Agcom fissa la data dell’udienza, comunque non prima di 15 giorni. Le parti possono depositare memorie e altra documentazione fino a 5 giorni prima dell’udienza. L’utente puo’ intervenire personalmente o delegare altro soggetto, non necessariamente un avvocato. In caso di problemi gravi, come l’interruzione del servizio, i Corecom possono emanare provvedimenti d’urgenza.

La procedura d’urgenza e’ attivabile in caso di mancato funzionamento del servizio, voce, Adsl, ecc., per cause tecniche o amministrative. L’organismo, entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta, con atto motivato, adotta un provvedimento temporaneo, riattiva immediatamente il servizio, o respinge la richiesta, inviando copia della decisione alle parti.

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