Indagine Istat, aumenta la speranza dei consumatori, Ferrara: “La realtà è un’altra”

Irpef-giu-e-Iva-su-e-a-rimetterci-sono-i-consumatori_h_partbA maggio aumenta la speranza dei consumatori riguardo il futuro; a rilevarlo è L’Istat. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica il clima di fiducia dei cittadini passa a 106,5 il mese precedente era fermo a 105,5. Più precisamente gli italiani si sono mostrati maggiormente ottimisti riguardo la situazione economica, piuttosto che sulle possibilità future di risparmio o sull’acquisto di beni durevoli.

I giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese migliorano. Il risultato si spiega con la  diminuzione, al 35,3% dal 40,9% di aprile, della quota di intervistati che giudica la situazione del Paese “molto peggiorata”. Con riferimento ai prezzi al consumo, il saldo dei giudizi sulla dinamica degli ultimi 12 mesi si conferma in diminuzione, scendendo a -4 dal 3 del mese precedente. Le attese di aumenti futuri dei prezzi, restano stabili con il relativo saldo a – 33.

Ottimismo anche per ciò che concerne la ricerca del lavoro. Il saldo delle attese sulla disoccupazione è in diminuzione: il dato segna 42 da 44 del precedente mese.

Italiani speranzosi ma non in maniera del tutto omogenea.

I dati migliori infatti sono stati rilevati nelle regioni settentrionali e centrali, fanalino di coda il mezzogiorno. In particolare per ciò che attiene specificamente alla fiducia nella situazione economica italiana il centro fa registrare 122 contro i 114,1 del mezzogiorno.

Stabili altresì i giudizi sulla situazione economica della famiglia.  Migliorano leggermente soltanto le prospettive future. Il bilancio passa infatti da – 6 a – 5, quello personale da – 15 a -14.

Cauto il commento del presidente di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara che preferisce non farsi prendere troppo la mano dall’ottimismo.

«I dati parlano chiaro e sono di per sé incoraggianti, peccato però che la percezione reale che si ha girando per strada sia tutt’altra. La gente – argomenta Ferrara – ha parecchio timore per il futuro personale e per quello dei propri figli. Certo, un’inversione di tendenza rispetto a prima c’è, crogiolarsi eccessivamente su questo però, sarebbe oltremodo fuorviante».

Il consiglio del presidente è perciò votato ad un sano realismo.

«Vedere soltanto nero dinanzi agli occhi produce solo immobilismo, non cadiamo però nell’eccesso opposto: l’Istat non è il Vangelo».

 

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