L’Iva passa dal 21 al 22% Ferrara: “In assenza di altre misure non serve a risollevare l’economia”

WebPosticipare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% previsto a partire dal prossimo 1 luglio. E’ la missione del governo Letta che in questi giorni starebbe studiando un piano per rinviare il rincaro di altri sei mesi. Ipotesi quest’ultima dal costo esorbitante ma non proibitivo per le casse dello stato: due miliardi. La metà, circa un miliardo, è invece l’ammontare necessario per posticipare l’aumento a ottobre. Al ministero fervono trattative e studi, al momento un’unica certezza: il riordino della normativa sulle aliquote, materia oggetto più volte di critiche specie da parte delle associazioni di consumatori.

Esempio lampante di disorganicità e di cinica illogicità è l’iva differente che ricade sul pane.

Infatti se quest’ultimo è acquistato incelofanato al supermercato risente di un’imposta sul valore aggiunto apri al 21% se altresì è comprato dal salumiere sotto casa è soggetto ad un’aliquota pari al 10%.

Croce e delizia di quasi tutti i governi degli ultimi anni l’Iva è la foglia di fico per mezzo della quale sovente si cerca di mascherare l’incapacità di riordinare in maniera corretta la complessa materia delle agevolazioni. In Italia secondo autorevoli studi se ne conterebbero oltre 720 per un costo di oltre 250 miliardi l’anno. «Il governo si sta muovendo nella direzione giusta a patto però che non deragli dai binari inseguendo in nome della stabilità politica, false chimere» a dirlo è Antonio Ferrara presidente dell’associazione “Sos utenti consumatori”. Ferrara se da un lato saluta con favore l’interessamento del governo per il rinvio dell’aumento dell’iva dall’altro è preoccupato dalle possibili ricadute che tutto questo potrebbe avere sui consumatori. «Va bene posticipare il passaggio dell’Iva dal 21 al 22% ma se tutto ciò avviene con una consistente ed irrazionale riduzione dei benefici fiscali è facile notare come il tutto corrisponda ad un inutile giochetto a somma zero. Lo Stato da un lato ti viene incontro frenando l’aumento dei prezzi ma dall’altro ti sottrae risorse per i consumi in quanto sopprime parte delle agevolazioni. Come associazione di consumatori non possiamo che rimanere in attesa e vigilare sul corretto funzionamento delle procedure politiche».

Aumento dell’Iva e ripresa dei consumi, al momento l’unica certezza rimangono le recenti dichiarazioni del premier Enrico Letta: «Sull’Iva troveremo senz’altro una soluzione, ma non stampiamo soldi» Il rischio di una politica distante dai cittadini ed incapace di comunicare con gli elettori anche su temi così delicati è sempre dietro l’angolo, purtroppo.

 Raffaele de Chiara  

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