Lotta all’evasione fiscale: parte il ‘redditometro’ Bianco: “Sono favorevole ma c’è bisogno di cautela”

Financial data analyzing. Counting on calculator.Al via il nuovo redditometro. Lo strumento di accertamento fiscale predisposto dal governo al fine di fronteggiare in maniera efficacie l’evasione fiscale è partito ieri. Il cervellone elettronico così come è stato definito è in grado di monitorare le spese dei contribuenti e di accertare in tempo reale l’eventuale scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute. Oltrepassato il limite del 20 per cento tra questi due valori scatta un primo accertamento.

Il confronto

Il cittadino convocato dall’Agenzia delle Entrate sarà chiamato per fornire dei chiarimenti riguardo le discrepanze tra il reddito dichiarato e le spese sostenute. Il cittadino in questa fase avrà la facoltà di fornire gli opportuni chiarimenti tesi a stabilire la correttezza del suo operato. Ad esempio lo scostamento potrebbe essere dovuto al ricevimento di un’eredità oppure frutto di un atto di liberalità da parte di terzi. L’agenzia se ritiene convincenti le spiegazioni fornite dal contribuente conclude l’accertamento preliminare.

Ove altresì non ritenesse congrue le spiegazioni fornite, il contribuente viene nuovamente convocato, se anche in questo caso non dovesse risultare persuasivo, l’amministrazione da l’avvio all’accertamento fiscale vero e proprio.

«In linea generale sono favorevole ma bisogna essere molto cauti» A dirlo è il Dott. Raffaele Bianco consulente del lavoro ed esperto in materia tributaria e fiscale, collaboratore dell’associazione “Sos utenti consumatori”.

Il problema secondo Bianco sono le modalità attraverso cui avviene il confronto «Rispetto a prima l’introduzione della doppia verifica è senz’altro positivo ma ciò non basta, è necessario ristabilire una concreta parità tra contribuente ed amministrazione. Non sempre, ad esempio per sbadataggine o ignoranza in materia, chi è chiamato a giustificare delle spese apparentemente non in linea con il suo reddito è in grado di farlo. Forse sarebbe stato opportuno un periodo di maggiore transizione. Il paradosso è che gli accertamenti sono addirittura retroattivi, partono dal 2009, ossia dalla dichiarazione dei redditi del 2010»

Non ci sono solo perplessità

«Per la lotta all’evasione il nuovo redditometro è un buon metodo anche se però il mancato pagamento delle tasse lo si combatte soprattutto con la prevenzione e con un’efficacie campagna sociale. Pagare le tasse non è bello ma è utile alla comunità, “pagare tutti per pagare meno” potrebbe essere lo slogan ideale per dissuadere i tantissimi furbi che ancora si annidano nella nostra società»

Raffaele de Chiara 

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