Mancato pagamento alla banca. Prima dell’iscrizione alla Centrale rischi è obbligatorio avvertire il debitore

Il debitore prima di essere iscritto alla Centrale rischi o alla banca dati della Crif (o di altra Sic) deve essere avvisato. In mancanza dell’avvertimento, è possibile pretendere il risarcimento del danno non patrimoniale per il pregiudizio subìto a seguito di una segnalazione che, se anticipata da un avviso, poteva anche essere evitata.

È quanto chiarito da una sentenza del tribunale di Lecce, il quale, tuttavia, non fa che ribadire un principio più volte affermato dalla giurisprudenza e, soprattutto, dall’Abf (arbitro bancario e finanziario).

Al riguardo è opportuno fare riferimento al codice deontologico del sistema informatico creditizio. Esso prevede che al verificarsi di ritardi nei pagamenti, la banca, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie. In questo modo se anche il consumatore non versa le rate del finanziamento, e tuttavia ottiene di poter pagare un unico importo ridotto, a saldo e stralcio del debito, prima dell’eventuale segnalazione alla Crif l’intermediario ha l’obbligo di comunicarlo al debitore.  

“Il giudice – commenta il presidente di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara non ha fatto altro che applicare, oltre alla legge, una sana norma di buon senso. Se manca l’avviso preventivo – sottolinea –  il correntista subisce un pregiudizio di immagine, risarcibile con la richiesta del danno non patrimoniale, ma potrebbe anche subirne uno di natura economica, danno patrimoniale, come nel caso in cui, volendo accedere a un secondo finanziamento, quest’ultimo gli venga negato proprio per via della segnalazione”.

Se per ottenere però il risarcimento del danno patrimoniale occorrono prove concrete, per quello non patrimoniale la via è più semplice.

Potrebbe infatti risultare assai difficile, per il debitore illegittimamente segnalato, provare il danno non patrimoniale, trattandosi di componenti “immateriali” come la reputazione commerciale, l’ansia per la situazione venutasi a creare. Così, secondo il giudice pugliese, non c’è affatto necessità di prove particolari, in quando il danno non patrimoniale è già insito nella illegittima segnalazione.

Non solo. In mancanza di una prova sull’ammontare di tale danno, il giudice lo può liquidare in via equitativa.   Si legge nella sentenza che deve essere risarcito il danno per la lesione dei diritti alla persona, per il turbamento d’animo e per la sofferenza psicologica per il solo stesso inserimento del nome del consumatore nell’archivio informatico aperto a tutti gli operatori finanziari che aderiscono al circuito Crif.

“Il rischio – continua Ferrara – riguarda potenzialmente tutti. Ogni mese, infatti, le banche devono segnalare eventuali sforamenti rispetto agli affidamenti dati e si può essere iscritti tra gli affidati sconfinati. A volte ci possono essere ritardi di valuta che creano dei disallineamenti. Quindi attenzione a fare calcoli azzardati sui giorni di valuta alla fine del mese”

Il tema dei “cattivi pagatori” si intreccia con quello del furto di identità.

“A volte si va a chiedere un finanziamento e ci si accorge che risultano rate non pagate a proprio nome e, quindi, si può essere classificati come cattivi pagatori anche per colpa altrui”.

Da Bankitalia segnalano errori nelle segnalazioni anche per la Centrale rischi di via Nazionale. Le irregolarità sono intercettate attraverso controlli di qualità, ispezioni e ovviamente gli esposti che fanno gli interessati. Si tratta però non solo di errate segnalazioni sui finanziamenti, ma anche di correzioni delle variabili informative.

 

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