Meno credito alle famiglie, banche e consumatori cercano la ripresa

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Meno credito alle famiglie, banche e consumatori cercano la ripresa

Un’altra finanza è possibile. Insieme banche e intermediari finanziari, associazioni dei consumatori e della società civile, rappresentanze del commercio e dell’industria, e politici – Indagine tra le famiglie italiane realizzata da GfKEurisko da cui è emersa la consapevolezza di un rapporto più “maturo” tra cittadini e industria del credito per creare le basi di una ripresa dei consumi e dell’economia.

Al di là però degli scenari futuribili, i dati presentati da Assofin sul credito alle famiglie nel 2013 parlano ancora di una flessione generalizzata. L’anno scorso l’erogazione di prestiti destinati all’acquisto di beni e servizi di consumo alle famiglie ha raggiunto un valore complessivo pari a 45,5 miliardi, cui corrispondono 147,7 milioni di operazioni finanziate. Rispetto al 2012, la variazione percentuale dei flussi finanziati segna un -5,3% a livello nazionale. La maglia nera spetta alla Basilicata (-15,2%), mentre l’unica regione in controtendenza è il Trentino Alto Adige (+2%).

Né sono migliori le prospettive di ripresa nel breve periodo, ritenute da Assofin «di entità contenuta». La ripresa sarà modesta e più lenta al Sud, dove «l’evoluzione del mercato del lavoro e dei consumi sarà più incerta rispetto alle altre macroaree».

Secondo lo studio condotto da Gfk Eurisko, inoltre, il 65% degli italiani che ha fatto ricorso al credito al consumo avrebbe rinunciato all’acquisto, se non avesse avuto il finanziamento, e il 75% di chi ha acceso un mutuo avrebbe abbandonato il progetto di comprare casa. Risulta quindi necessario, così come sostenuto anche dal 42% degli italiani, rilanciare il credito per rilanciare i consumi.