Mercato energia. A partire dal 2018 scompaiono i prezzi di riferimento

GasSulla spinta delle liberalizzazioni volute dal governo Renzi si discute dell’eliminazione del regime di ‘maggior tutela’, ossia di quello accessibile ai clienti domestici che non vogliono passare al mercato libero.

Il Governo ha stabilito che a partire dal 1 gennaio 2018 non ci saranno più i prezzi di riferimento per gas ed elettricità stabiliti dall’Autorità (AEEGSI) e tutti i consumatori dovranno scegliere nuovi contratti sul libero mercato.

Liberalizzare la parte della bolletta che riflette i costi di generazione significa porre l’attenzione su come oggi si produce elettricità e da dove ci si rifornisce di gas.

Innanzitutto è necessario chiarire che vi sono due mercati diversi: nel caso dell’elettricità esiste una società di totale controllo statale, l’Acquirente Unico che in prima persona provvede all’acquisto sul mercato all’ingrosso dell’elettricità venduta ai clienti finali. In base ai suoi costi di approvvigionamento l’Autorità fissa trimestralmente il prezzo dell’energia e gli altri costi che finiscono in bolletta.

Per quanto attiene, invece, il settore del gas naturale la completa liberalizzazione del mercato è avvenuta già dal 1° gennaio 2003, non esiste un acquirente unico e la separazione delle attività di vendita e di distribuzione è stata imposta a tutte le imprese distributrici, a prescindere dal numero di punti di riconsegna serviti.

La tutela esistente è costituita solo dalle condizioni economiche definite dall’Autorità che tutti i venditori hanno l’obbligo di offrire a coloro che non hanno scelto il mercato libero. Queste condizioni economiche sono determinate dall’Autorità secondo una logica analoga a quella su cui è basata la determinazione dei prezzi del servizio di maggior tutela nel settore elettrico, cioè in modo da riflettere le condizioni di costo di un operatore efficiente del mercato.

Situazione attuale italiana: sono quasi 29 milioni i punti serviti dal mercato elettrico e il 25% di questi ha optato per il mercato libero (pari al 29% dell’elettricità totale), la rimanente parte è finora rimasta nel servizio di maggior tutela. Per il gas il numero di punti serviti dal mercato libero è del 22% (23% del gas totale).

Il servizio di tutela costituisce quindi la modalità di fornitura largamente prevalente per i clienti finali che ne hanno diritto, sia nell’elettrico che nel gas.

Ma perché eliminare il servizio di tutela? Per avere più concorrenza e con essa prezzi più bassi, questa la tesi tradizionale dei sostenitori. Guardando la bolletta è bene notare che attualmente la parte denominata “servizi di vendita” che non sarà più fissata dall’Autorità, è pari – sia nel gas che nell’elettrico – al 46% di quanto paghiamo. Questo primo dato è importante per chiarire che quando parliamo di liberalizzazione parliamo comunque di una quota pari al 46% del costo dell’energia, tutte le discussioni sulla concorrenza devono partire da questo dato per non essere irrealizzabili.

Liberalizzare la parte della bolletta che riflette i costi di generazione significa porre l’attenzione su come oggi si produce elettricità e da dove ci si rifornisce di gas.

E su questi fronti che occorre lavorare da qui al 2018. Evitando di polemizzare su parole simboliche, ma serve farlo per la difesa concreta dei consumatori e l’impegno per un sistema energetico il più efficiente e pulito possibile.

Se il Parlamento deciderà di abbandonare il “regime di tutela” non dovrà eliminare la “tutela” dei consumatori, dovrà cambiare le modalità di vigilanza e controllo, come del resto si è fatto in diversi paesi d’Europa, dove gli organismi preposti, ad esempio, attuano una pre-valutazione delle offerte che le diverse imprese propongono, oppure lo fanno a posteriori.

In sintesi, la distinzione fra mercato libero e mercato tutelato si può superare, ma “se non viene meno il grado di tutela dello Stato dei consumatori domestici”, meglio continuare con la tutela attuale, ricordando che il mercato nel settore dell’energia non sarà mai libero come vorrebbero i manuali, proprio per la sua intrinseca natura.

Domenico Cozzolino

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