Moneta elettronica, il Consiglio Europeo dà il via libera al tetto unico alle commissioni

carta_di_creditoAl via il regolamento che disciplina i pagamenti con moneta elettronica imponendo un tetto unico alle commissioni. Il lasciapassare è giunto dal Consiglio Europeo. Per la chiusura definitiva dell’iter legislativo, iniziato due anni fa, si attende solo la pubblicazione del testo nella Gazzetta Ufficiale dell’UE prevista per le prossime settimane.

“Più volte abbiamo sottolineato le criticità della norma europea – commenta Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition (IEPC) – ma non siamo stati ascoltati. Il Regolamento UE rischia di avere effetti deleteri per i consumatori e lede la libera concorrenza, perché si applica solo ad alcuni tipi di carte”.

Notevoli le ripercussioni sui cittadini.

“Il provvedimento costringe i consumatori a pagare canoni annui più alti o sovrapprezzi per ogni transazione”.

Dopo l’approvazione formale del Parlamento UE, il sì del Consiglio traduce in legge il Regolamento che fissa il cap delle commissioni sui pagamenti con carta di debito allo 0,2% e allo 0,3% per gli acquisti con carte di credito.

Per la chiusura definitiva dell’iter legislativo, iniziato due anni fa, si attende solo la pubblicazione del testo nella Gazzetta Ufficiale dell’UE prevista per le prossime settimane.

Una norma che non vale per tutti.

Il regolamento non verrà applicato a tutti i circuiti ma solo ai cosiddetti circuiti a 4 parti, (Visa e Mastercard), escludendo quelli a 3, (Diners, PayPal e American Express).

“Applicare un unico tetto alle transazioni significa chiedere più soldi ai cittadini che vedranno crescere i costi annui delle proprie carte – precisa Longo – Un effetto reso inevitabile dal probabile aumento dei costi disposto dalle banche per fronteggiare i mancati ricavi delle commissioni. A questo si aggiunge il rischio sovrapprezzo, previsto dalla legge, per i titolari di carte Diners, PayPal e American Express. Senza contare che, oltre al problema dei costi, la nuova legge creerà confusione tra i consumatori, non applicandosi a tutti i circuiti”.

Nella stessa direzione anche il commento del presidente nazionale di Sos utenti consumatori.

“Siamo senz’altro favorevoli alla tracciabilità dei pagamenti – premette Antonio Ferrara – ed il provvedimento va in questa direzione. Cosa ben diversa però – sottolinea – è se l’utilizzo di questa forma di pagamento comporti aumenti di costi di gestione per gli utenti”.

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