Multa per mancata raccolta differenziata

mancata raccolta differenziata

Multa per mancata raccolta differenziata

mancata raccolta differenziata

Vittoria per l’Associazione SOS Utenti Consumatori di Ercolano

Capita spesso che vigili urbani in borghese, sorvegliano di notte le vie in prossimità dei bidoni della spazzatura, per controllare chi fa la “differenziata” rovistando all’interno dei sacchetti dell’immondizia alla ricerca di fatture del telefono, documenti o lettere intestate al cittadino inadempiente.
Ebbene il fenomeno della raccolta differenziata è diventato il nuovo incubo dei consumatori italiani.
D’altro canto, in alcuni casi, è possibile impugnare l’eventuale multa comminata dagli agenti municipali davanti al Giudice di Pace.

Questo è il caso gestito e patrocinato dalla sede dell’Associazione SOS di Ercolano; in tal caso il Giudice di Pace di Napoli, dott.ssa Martone con la sentenza n. 369/16 depositata il 31.08.2016, ha accolto il ricorso presentato da un consumatore/associato annullando l’ordinanza ingiunzione emessa dal Comune.
Nel caso specifico i Vigili Urbani del Comune di Ercolano avevano elevato una contravvenzione per mancata raccolta differenziata nei confronti di un cittadino, senza contestargli l’addebito immediatamente, ma identificandolo come obbligato in solido.
Avverso tale verbale il cittadino proponeva ricorso innanzi al Giudice di Pace, a mezzo dell’associazione SOS Utenti Consumatori, ricorso che veniva accolto dal giudice con condanna del Comune anche al pagamento delle spese processuali.

Secondo il Giudice di Pace di Napoli la multa disposta al cittadino non deve solo indicare gli estremi dell’illecito, ma anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole. La Giurisprudenza è chiara, e stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo commesso .
In poche parole, la responsabilità non può essere attribuita al nucleo familiare, né tantomeno al “capo famiglia” se la condotta illecita l’ha commessa un altro convivente; infatti ,la legge è chiara: “risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione”.

Pertanto, nel momento in cui le autorità recuperino in una busta chiusa, rifiuti di vario genere (come nel caso deciso dal giudice campano) non possono, per ciò solo, inviare la multa al titolare dell’appartamento che paga la tassa sui rifiuti (sulla presunzione che sia stato questi a non osservare l’ordinanza comunale sulla differenziata), ma devono identificare, con precisione, chi ha commesso l’illecito.
Diversamente, invece, si finirebbe per attribuire una responsabilità oggettiva a un soggetto che, invece, non si è macchiato di alcuna responsabilità personale (come nel caso di specie ).

Questo sostanzialmente è il ragionamento operato dal Giudice nell’accogliere il ricorso.
Nella sentenza, infatti, si evince come: « anche in materia di rifiuti vale il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo, il quale impone di fondare l’imputabilità della sanzione amministrativa sull’effettivo trasgressore e non in base a una responsabilità oggettiva e rilevato che nel verbale impugnato “non viene indicato nessun trasgressore, ma soltanto l’obbligato in solido che corrisponde all’attuale ricorrente” si chiedeva “in che modo l’attuale ricorrente viene indicato come persona obbligata in solido”.

Prosegue il magistrato: «dall’esame del verbale di accertamento impugnato si evince che non solo non vi è stata contestazione immediata, ma non sono indicati né gli accertamenti effettuati dalla polizia per giungere ad identificare il trasgressore, né il percorso logico-deduttivo che ha individuato nel ricorrente la persona che ha messo in un contenitore aperto posto su una pubblica via un sacchetto contenente rifiuti indifferenziati».

Non vi è certezza, quindi, che l’autore della violazione sia proprio il ricorrente e dato che non ci sono prove sufficienti ad accertare la responsabilità dell’opponente…. Il ricorso viene accolto, con condanna dell’ente sia all’annullamento del provvedimento impugnato, che al pagamento delle spese processuali.

Ci teniamo a sottolineare che il servizio è e rimarrà sempre gratuito, in quanto lo scopo ultimo della nostra associazione è proprio garantire tutela a tutti i consumatori e far valere sempre i loro diritti!

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