Oggi si celebra la giornata mondiale contro lo spreco alimentare

Una giornata per ricordare l’enorme spreco di cibo che quotidianamente si consuma nelle nostre case. E’ quella che si celebra oggi per ribadire a tutti che buttare via il cibo oltre che amorale è anche un immane spreco di denaro. Secondo il rapporto 2014 sullo spreco domestico realizzato da Waste Watcher – Knowledge for Expo in Italia vengono gettati nella spazzatura più di 8 miliardi di euro di cibo all’anno.

Una famiglia in media spreca circa 6 euro e mezzo a settimana, pari a 630 grammi di cibo settimanali che finiscono nel bidone della spazzatura. La consapevolezza degli italiani sta però cambiando, se è vero che “non sprecare” è l’appello che il 63% di loro rivolge al paese: l’Italia sembra più attenta agli sprechi, sa leggere meglio le etichette e controlla se il cibo scaduto è buono prima di gettarlo via (così dichiara a Waste Watcher l’81% degli italiani).

Un comportamento virtuoso quello degli italiani segnalato anche da Coldiretti che segnala come sei italiani su dieci hanno diminuito o annullato gli sprechi domestici nel 2014, anche se questo non ha impedito di gettare via 76 chili di prodotti alimentari l’anno. Fra chi ha tagliato gli sprechi, il 75% fa la spesa in modo più oculato, il 56% usa gli avanzi di cibo nel pasto successivo, il 37% riduce le quantità acquistate, il 34% guarda con più attenzione le date di scadenza. Virtù ma non solo.

Secondo il presidente nazionale di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara, il fenomeno dipende molto anche dalla crisi economica tutt’ora in atto. “Gli italiani – dice – hanno imparato a sprecare meno, ma nel contempo acquistano anche molto meno cibo. Chi è continuamente a contatto con le persone e con le loro problematiche sa benissimo quanto i cordoni della borsa della spesa si siano stretti a causa delle minori entrate economiche”. Entusiasmo quindi ma anche un pizzico di amarezza.

“Fa senz’altro piacere vedere il cambio di abitudine da parte degli italiani ma senz’altro non si può prescindere dall’analizzare anche le cause reali che hanno portato al cambio di direzione”.

Come dire, entusiasti sì ma con cautela.

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