Pesticidi in agricoltura, Greenpeace lancia l’allarme: “Sono pericolosi per la salute”

pesticidiI pesticidi fanno male, sono tossici, comportano molti rischi per la salute a partire dagli agricoltori e dalle persone che abitano in aree dove si pratica l’agricoltura intensiva, i più esposti ai rischi insieme a donne in gravidanze e bambini. È il duro atto d’accusa che viene da Greenpeace che chiede alla Commissione europea e ai diversi governi di eliminare gradualmente l’uso di pesticidi sintetici in agricoltura.

Oltre alla graduale eliminazione di quest’ultimi l’associazione chiede di indirizzare i finanziamenti pubblici verso “la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche, così da abbandonare l’attuale dipendenza da pesticidi sintetici a favore di pratiche sostenibili basate sulla biodiversità per il controllo dei parassiti, e al tempo stesso migliorare la salute degli ecosistemi”.

Denuncia e proposte sono contenuti nel rapporto “Tossico come un pesticida. Gli effetti sulla salute delle sostanze chimiche usate in agricoltura” pubblicato oggi dall’associazione, che parte dalla considerazione che gli agricoltori, le loro famiglie e chi abita in aree dove si pratica l’agricoltura intensiva sono i più colpiti dall’uso dei pesticidi. “La verifica della letteratura scientifica a oggi disponibile – si legge in“Tossico come un pesticida. Gli effetti sulla salute delle sostanze chimiche usate in agricoltura” mostra chiaramente che l’esposizione ad alcuni pesticidi è associata a diverse forme di tumore, a malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer e a malattie neonatali”. Il rapporto redatto dall’associazione è stato pubblicato dopo la recente decisione dell’OMS di riclassificare il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo e ormai in uso da decenni, come ‘probabilmente cancerogeno’.

Oltre agli agricoltori, fasce di popolazione a rischio sono poi le donne in gravidanza e i bambini.

“Il rischio associato a certi pesticidi dipende inoltre dal corredo genetico degli individui esposti, mentre è ormai noto che l’esposizione durante la gravidanza comporta pericoli per il bambino nella sua fase di sviluppo, dato che alcune sostanze raggiungono direttamente il feto nel grembo materno – denuncia Greenpeace – L’effetto di questa esposizione prenatale può comportare difetti alla nascita e ritardi dello sviluppo cognitivo. Considerando le diverse vie di esposizione alle sostanze chimiche in casa, nel cibo e nell’ambiente, la salute dei bambini è quella più a rischio, in virtù di tassi di esposizione più alti e di una minore capacità di metabolizzare le sostanze tossiche.”

Allarmato il presidente nazionale di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara, “Dinanzi a questo rapporto – dice –  credo ci sia poco da aggiungere, quando ad essere in gioco è lo stesso diritto alla salute e alla vita delle persone non c’è idea di progresso che tenga. E’ necessario agire. Al più presto”. 

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