Pubblicità ingannevole, condannate Coca-Cola e Daygum Protex

e48cdf55e50eed488a877d20e9d5a437“Informazioni nutrizionali fuorvianti, non chiare e incomplete sulla Coca-Cola e i suoi ingredienti”. E’ quanto ha stabilito il “Garante della Concorrenza” riguardo un esposto presentato lo scorso febbraio dallo “Sportello del Consumatore”. Nel provvedimento si legge come la dicitura secondo cui la caffeina sia sicura in maniera del tutto comprovata in realtà sarebbe una palese bugia.

Da rigettare in toto anche l’ardita teoria secondo cui la bevanda gassata più famosa al mondo farebbe bene alla salute in quanto favorirebbe la naturale idratazione del corpo.  Gli effetti pratici della pronuncia fanno sì che la multinazionale non potrà più sponsorizzare il proprio prodotto con  simili sciocchezze.

La denuncia era nata da una pubblicità comparsa sul settimanale “Famiglia Cristiana”  in cui si palesavano le presunte qualità nutrizionali del prodotto. In alcuni passaggi si leggeva fin’anche che i cibi contenenti zucchero sono nutritivi.

Piccata la replica della “Coca-Cola” la quale in una nota precisa: “”Il procedimento in oggetto si è chiuso positivamente a seguito dell’accoglimento delle modifiche proposte dalla nostra azienda da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”), che conseguentemente non ha emesso alcuna sanzione. Abbiamo accolto con favore questa conclusione perché coerente con il nostro impegno ad essere chiari in tutte le comunicazioni al consumatore. L’opuscolo “Cosa c’è in Coca-Cola” usato in Italia nel 2012 è stato pensato come una guida utile per i consumatori che volevano saperne di più circa gli ingredienti utilizzati nella Coca-Cola. Riteniamo che la nuova versione di tale opuscolo, valutata positivamente dall’AGCM, continui a perseguire efficacemente quest’obiettivo”.

Sorte simile è toccata anche alla “Perfetti Van Melle Italia Srlus” e alla “Perfetti Van Melle Spa” colpevoli entrambe di aver veicolato il messaggio secondo cui masticare determinati tipi di gomme dopo i pasti sostituirebbe l’uso dello spazzolino. Sono state condannate entrambe rispettivamente a versare una sanzione di 150 mila e 30 mila euro.

Ad avvalorare ancora di più la tesi l’immagine sulla confezione dello specchietto del dentista accanto ai confetti miracolosi.

Per il garante accostare le “gomme” ora allo spazzolino da denti ora allo specchietto del dentista ingenera nel consumatore la convinzione sbagliata che il chewing gum possa sostituirsi al “dentifricio”.

«Pronunce ineccepibili, un altro piccolo passo verso un alimentazione sana e consapevole a tutela del cittadino» E’ il commento di Antonio Ferrara presidente di “Sos utenti consumatori”.

Raffaele de Chiara 

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