Raggiri vendite online, oltre alla tutela in sede civile è possibile anche il giudizio penale

vendere-online-imgMaggiore tutela per il consumatore che acquista beni da siti di vendite online o di aste: il Tribunale di Trento, in una recente sentenza, ha stabilito che colui che acquista, su portali internet, beni che poi non gli vengono consegnati ha a disposizione non solo la normale tutela civilistica per inadempimento contrattuale, ma può anche agire in via penale, configurandosi gli estremi della truffa.

Gli artifici e raggiri necessari perché si configuri il reato, secondo i giudici, consistono nel fatto che il malintenzionato sfrutta questa modalità di vendita caratterizzata dal fatto che:

– le parti non hanno tra loro contatti diretti e, pertanto, non sono conoscibili le rispettive esatte generalità

– il compratore deve pagare anticipatamente il bene che si è aggiudicato all’asta e sperare poi che il venditore glielo faccia pervenire.

Tale meccanismo pone l’acquirente in una particolare situazione di debolezza e di rischio. Di ciò posso approfittare i truffatori, seriali o meno, che realizzano cospicui guadagni vendendo beni di quelli che sono nella loro reale disponibilità.  

A fronte di ciò, considerato che molto spesso un’azione civile presenta costi e tempi molto onerosi, presentando tra l’altro degli esiti ancora più incerti e di difficile realizzo, con la tutela penale l’acquirente ha quanto meno un’arma in più e certamente più incisiva, per tutelare i propri diritti. 

Ci teniamo a sottolineare che il servizio è e rimarrà sempre gratuito, in quanto lo scopo ultimo della nostra associazione è proprio garantire tutela a tutti i consumatori e far valere sempre i loro diritti!

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