Rc Auto è allarme contraffazione Ferrara: “E’ un fenomeno esecrabile ma da comprendere”

assicurazioneconcertazioneadiconsum_bigCento mila assicurazioni auto contestate dalle forze dell’ordine nel solo 2012, è un dato da brivido quello riguardante i cosiddetti pirati dell’assicurazione. Persone normalissime che incontriamo quotidianamente sulle nostre strade che per scelta o necessità non pagano l’assicurazione obbligatoria sui veicoli a motore. Un numero impressionante specie se lo si associa all’altro che parla di un 20 per cento di veicoli in circolazione senza nessuna copertura assicurativa. L’ACI arriva addirittura a stimare in tre milioni le auto in circolazione prive del tagliando, in pratica una ogni 12.

Le ragioni del fenomeno è facile intuirle.

Un contratto in regola costa dai 600 ai 3 mila euro nel caso si tratti di neopatentati nelle grandi città. Uno taroccato costa solo 50 euro.

Disonesti ma non solo, vittime del raggiro spesso sono anche semplici cittadini in cerca di risparmio che sempre più si rivolgono ad agenzie online che dietro nomi di fantasie del tutto simili a quelli reali, “Torus” al posto di “Toro” ad esempio, raggirano il malcapitato di turno spillandogli denaro  in cambio del nulla.

Notevoli le conseguenze anche in caso di incidenti da parte del soggetto non assicurato. Il nostro ordinamento prevede infatti che chiunque sia vittima di un sinistro stradale causato da un veicolo privo della copertura assicurativa abbia diritto ad essere risarcito tramite il fondo vittime della strada. Il fondo è alimentato da tutti i soggetti assicurati in maniera regolare attraverso delle imposte che gravano sul premio assicurativo. Più alta quindi sarà la cifra che il fondo dovrà sborsare per risarcire le vittime maggiore sarà altresì il prelievo gravante sui cittadini onesti.

«E’ un fenomeno senz’altro esecrabile ma da comprendere» Antonio Ferrara il presidente di Sos utenti consumatori dopo l’apparente contraddizione illustra subito i punti cardine del suo ragionamento. «Premesso che l’auto oggi giorno è un bene strumentale al proprio lavoro non è possibile vessare il cittadino fino al punto di dover lavorare per poter usufruire di un bene che gli è strumentale alla propria attività. Vi è in ciò un qualcosa di totalmente perverso cui gran parte delle persone reagisce non pagando il premio» La soluzione per Ferrara è più facile di quanto sembri: «Aumentare i controlli magari modificando le macchinette che misurano le velocità tarandole in modo tale da constatare anche l’autenticità del tagliando assicurativo ed abbassando i premi per i cittadini onesti».

Rigore e sistema premiale la ricetta per pagare meno è semplice quanto intuitiva.

Raffaele de Chiara

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