Risarcimento terzo trasportato ciclomotore

terzo trasportato ciclomotore

Risarcimento terzo trasportato ciclomotore

terzo trasportato ciclomotore

Non viene risarcito il terzo trasportato su un ciclomotore non omologato: parola di Cassazione

La gran parte dei ciclomotori di nuova produzione è omologata per il trasporto del passeggero, trasporto che è consentito se alla guida del veicolo c’è un conducente maggiorenne in possesso di abilitazione alla guida.
In caso di incidente stradale e di caduta, l’assicurazione non risarcisce la persona trasportata su un ciclomotore non omologato.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, nella recentissima sentenza num 8049 2016 depositata il 21.04.2016.
Nello specifico il caso affrontato dalla Suprema Corte riguarda un sinistro che ha coinvolto un automobilista che aprendo la portiera, faceva cadere, da un ciclomotore non omologato per altri passeggeri, la ragazza trasportata e priva di casco.
Il ciclomotore era inoltre passato sfiorando letteralmente l’auto in sosta.

Per tale motivo la Cassazione ha riconosciuto il concorso di colpa con il proprietario del veicolo, colpevole per aver aperto incautamente lo sportello senza guardare se sopravvenisse qualche altro veicolo posteriormente.
I giudici dei precedenti gradi di giudizio, tuttavia, non avevano concesso alla danneggiata un risarcimento integrale, ovvero al 100%, poiché avevano ritenuto sussistente una responsabilità concorrente con il proprietario del veicolo che incautamente aveva aperto la portiera.
Inoltre, vi era stata una responsabilità della trasportata in quanto la stessa viaggiava senza casco e tale assenza ha avuto incidenza sulle lesioni riportate, confermate in sede di merito.

La ricorrente, infatti, aveva precisato che dall’evento vi erano stati effetti solo sugli arti inferiori, mentre una prima diagnosi evidenziava, oltre alle lesioni al malleolo e al tendine, una contusione cranica con ferita lacero contusa alla palpebra superiore destra.
Per tale motivo era stata riconosciuta una corresponsabilità della stessa nella causazione dei danni riportati.
Inoltre, la Corte di Appello, ha ritenuto una corresponsabilità del conducente del motorino in quanto la presenza sul mezzo di una seconda persona comporta una maggiore difficoltà nella manovrabilità; tale circostanza, secondo i Giudici, rientra nel fatto notorio e nelle regole di comune esperienza.

Infatti, la corte territoriale aveva fatto ricorso a regole di comune esperienza, cioè dal fatto che la danneggiata viaggiasse come trasportata su di un veicolo sul quale il trasporto di passeggero era vietato proprio perché non vi era l’omologazione del mezzo.
La Suprema Corte in un precedente (Cass. Civ., Sez. III, 29.11.2011 n. 25218) ha ritenuto notorio il fatto che la presenza di un secondo passeggero a bordo di un ciclomotore determini un carico eccessivo idoneo a ridurre sia la stabilità del mezzo che la sua capacità di frenata.
Inoltre anche la circostanza che il ciclomotore viaggiasse quasi a “filo” della vettura ha comportato una maggiore probabilità dell’evento lesivo.

Per questi motivi la Cassazione ha rigettato il ricorso e, quindi, non ha riconosciuto alla vittima un risarcimento totale poiché aveva ritenuto sussistente una responsabilità concorrente della donna (mancato utilizzo del casco oltre al la circostanza che il ciclomotore non era omologato per una seconda persona) con il proprietario del veicolo che incautamente aveva aperto la portiera urtandola e facendola cadere.

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