Saldi estivi. Nessuna ripresa nei primi 15 giorni di vendita, Ferarra: “E’ necessario restituire il potere di acquisto alle famiglie”

Saldi-vigiliaLa tanto auspicata ripresa dei consumi non c’è stata. Molti commercianti aspettavano la stagione estiva per tirare un sospiro di sollievo, ma nei primi 15 giorni dei saldi soltanto un italiano su 3 ha fatto acquisti e il 38% dichiara che lo farà nelle prossime settimane. E’ quanto emerge dall’indagine condotta da Confesercenti SWG sui consumatori e commercianti in occasione dei saldi estivi 2014. La spesa media è di 105,5 euro e crescono gli acquisti low-cost.

All’orizzonte non si intravede nulla di buono.

Il 67% degli italiani ha detto di voler partecipare alle vendite di fine stagione di quest’anno, ma solo il 29% lo ha già fatto nelle prime due settimane, mentre il 38% ha detto di voler sfruttare l’occasione nei prossimi giorni. E i commercianti sperano in una ripresa, aiutati dallo ristabilirsi delle condizioni meteo.

Il 52% di chi ha acquistato ha dichiarato di aver speso come o di più dello scorso anno, mentre il restante 48% ha ridotto la spesa. In particolare, la maggior parte dei consumatori sembra essersi orientata su acquisti di fascia ‘media’: il 67% ha evidenziato di aver investito in accessori tra i 50 e i 200 euro, per una spesa media di 105,5 euro. Ma appaiono in crescita gli acquisti low-cost: quasi 1 italiano su 4, per ora, ha infatti investito circa 50 euro nei saldi. La maggior parte dei consumatori ha effettuato gli acquisti nei weekend: il 34% nel primo fine settimana, il 36% nel secondo, mentre solo il 30% ha acquistato negli altri giorni.

Nessuna sorpresa per il presidente di ‘Sos utenti consumatori’ Antonio Ferrara. 

«La partenza dei saldi è stata finora deludente, questo è un dato di fatto dinanzi al quale è inutile mettere la testa sotto la sabbia. Le cause come molti sanno dipendono da una molteplicità di fattori ma soprattutto dall’inadeguatezza della classe politica. In un’epoca di crisi economica come quella che stiamo vivendo non bastano annunci spot come quelli a cui sempre più spesso assistiamo, sono necessari interventi concreti volti al rilancio dell’economia. Rilancio – conclude – che non può assolutamente prescindere dal donare nuova linfa al potere di acquisto dei consumatori».

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