Scandalo Olio: truffati i consumatori

scandalo olio

Scandalo Olio: truffati i consumatori

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Numerose sono le grandi aziende italiane coinvolte nello scandalo della vendita di olio spacciato per extravergine e venduto sul mercato con un prezzo maggiore, trattandosi in realtà di olio «di seconda qualità» truffando così l’ignaro consumatore.

Tra le varie aziende interessate allo scandalo ci sono i nomi di Carapelli”, “Bertolli”, “olio Sasso, solo per citarne i più importanti.

La bufera è scoppiata a seguito delle verifiche effettuate dal nucleo antisofisticazione e sanità dell’Arma dei Carabinieri, meglio conosciuto come N.A.S., che attraverso una verifica di varie bottiglie di olio, soprattutto quelle più vendute ha scoperto che in molti casi i campioni non avevano superato l’esame organolettico; ovvero l’olio analizzato non possedeva le caratteristiche descritte nell’etichetta del prodotto.

L’esperto ci spiega che affinché un olio venga classificato come extravergine, deve possedere determinate caratteristiche; caratteristiche che sono di due tipi: chimiche oggettive, ovvero l’olio deve possedere un’acidità inferiore allo 0,8% (nell’olio vergine, invece, l’acidità non deve superare i due gradi) e sensoriali, assegnate da un panel test in cui si effettuano determinate misure.

Questi parametri, che sono stabiliti per legge, devono assolutamente essere rispettati nella vendita.
Nel caso specifico siamo di fronte ad una vera e propria truffa, o in gergo tecnico di frode in commercio, reato penale previsto dall’articolo 515 del codice penale.

Tale norma sanziona chiunque nell’esercizio di un’attività commerciale consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, la pena per tale reato è la reclusione fino a due anni e/o la multa fino a euro 2.064.

Come detto siamo di fronte all’ennesima truffa a danno dei consumatori, i quali si trovano ad acquistare un olio ad un prezzo maggiore per poi ritrovarsi con un olio ingannevole taroccato e meno pregiato.
Occorre però precisare, a tutela dei consumatori, che utilizzare e consumare l’olio extravergine falso, non provoca alcun problema alla salute. Dal punto di vista chimico, la differenza tra un olio extravergine e uno vergine è che nonostante entrambi siano di prima spremitura e vengono ottenuti tramite l’estrazione con soli metodi meccanici, il primo viene imbottigliato subito con un tasso di acidità pari all’1%. Mentre l’olio vergine d’oliva subisce altri passaggi e questo comporta una perdita della vitamina E, e di conseguenza della qualità.

Noi, Sos Utenti Consumatori, come associazione siamo pronti ad intervenire per qualsiasi azione di risarcimento per tutti i consumatori coinvolti in questa truffa. Se anche tu sei stato coinvolto, clicca qui per contattarci, un nostro consulente sarà a tua disposizione. 

Ci teniamo a sottolineare che il servizio è e rimarrà sempre gratuito, in quanto lo scopo ultimo della nostra associazione è proprio garantire tutela a tutti i consumatori e far valere sempre i loro diritti!

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