Sospensione del Pagamento del Mutuo

Sospensione del Pagamento del Mutuo

Hai ottenuto la sospensione del mutuo mediante il ricorso al Fondo di Solidarietà? La banca non può addebitare ai mutuatari gli interessi sulle rate sospese (Arbitro Bancario Finanziario – Collegio di coordinamento – decisione n. 4123/15)
La vicenda è stata seguita dall’Associazione SOS Utenti Consumatori che hanno assistito una coppia di coniugi mutuatari contro Banca Intesa Sanpaolo, decisa a far pagare ai ricorrenti interessi spropositati sulle rate sospese.
Una decisione che finalmente chiarisce come non vadano applicati nei confronti dei mutuatari gli interessi sulle rate sospese e che è destinata ad aprire la strada del rimborso a migliaia di cittadini che hanno beneficiato della sospensione del mutuo e che si sono visti successivamente applicare dalle banche interessi rilevanti sulle rate sospese.
Per capire meglio la vicenda occorre partire dalla premesse
Esistono delle procedure che un mutuatario o un risparmiatore può attivare per ottenere la sospensione del mutuo o del finanziamento al consumo. Le procedure in questione sono le seguenti:
Ricorso al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa (di cui all’art. 2 comma 475 e successivi della legge n. 244 del 2007).

Il Fondo consente ai soli mutuatari, con un reddito Isee non superiore a 30.000 euro, di presentare alla banca che ha erogato il mutuo per l’acquisto della prima casa, di importo non superiore a 250.000 euro, la richiesta di sospensione del pagamento dell’intera rata fino ad un massimo di due volte, per complessivi 18 mesi, al verificarsi dei seguenti eventi occorsi negli ultimi 3 anni:

a. cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
b. cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato;
c. cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia (art. 409 n. 3 del c.p.c.);
d. morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all’80%.

Ricorso all’Accordo ABI – Associazioni dei Consumatori stipulato in data 31 marzo 2015

Tale accordo consente ai consumatori che si trovino in una condizione di particolare difficoltà economica di richiedere entro dicembre dell’anno 2017 la sospensione per un periodo di 12 mesi della sola quota capitale dei finanziamenti al consumo stipulati per una durata superiore ai 24 mesi. In tal caso la richiesta di sospensione deve essere presentata entro 2 anni dal verificarsi dei seguenti eventi:

a. perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all’art. 409 del cpc;
b. morte;
c. handicap grave o condizione di non autosufficienza;
d. sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni anche in attesa dell’emanazione di provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito.

Possono richiedere la sospensione di cui all’accordo ABI – Associazioni dei Consumatori anche i mutuatari titolari dei mutui garantiti da ipoteche su immobili adibiti ad abitazione principale, ma solo nell’ipotesi nei soli casi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni anche in attesa dell’emanazione di provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (punto d).
Cosa succede in caso di sospensione del mutuo attraverso il ricorso al fondo di solidarietà?
Il mutuatario sospende il pagamento delle rate del mutuo per tutta la durata della sospensione. Tuttavia alla ripresa dei pagamenti la banca applica gli interessi anche sulle rate sospese, facendo gravare tale onere in parte sulla Consap, che gestisce il fondo di solidarietà, ed in parte sul mutuatario, secondo modalità e basi di calcolo erronee, generando a carico dei mutuatari il pagamento di interessi sproporzionati.
Tale questione è stata oggetto di chiarimenti da parte dell’Arbitro Bancario Finanziario attraverso la decisione del collegio di coordinamento.
Questione decisa dal collegio di coordinamento dell’ABF con decisione  N. 4123 del 20 maggio 2015
Una coppia di coniugi di Palermo avevano sottoscritto Banca Intesa Sanpaolo s.p.a. un contratto di mutuo fondiario per l’acquisto della prima casa (a cui accedeva una garanzia ipotecaria), per un importo finanziato pari ad euro 103.000,00, da restituire in 240 rate mensili ad un tasso nominale fisso del 6,40%.
I coniugi avevano sempre onorato con puntualità il pagamento delle rate. Tuttavia, nel mese di giugno 2011 il marito della coppia veniva licenziato dal datore di lavoro. La perdita dell’impiego impediva l’adempimento delle rate successive e, per tali motivi, i coniugi richiedevano ed ottenevano la sospensione del mutuo mediante ricorso al Fondo di solidarietà e per complessivi 18 mesi.
Alla ripresa dei pagamenti il mutuo veniva estinto anticipatamente dai coniugi mediante accredito in favore di Banca Intesa Sanpaolo di una somma complessiva di euro 97.313,24. Ma da un semplice controllo contabile risultava che a fronte della sospensione del pagamento di n. 18 rate per un importo di euro 13.714,00, i mutuatari si vedevano addebitare dalla banca euro 5.165,22 a titolo di interessi per la sospensione del mutuo.
L’Associazione Sos Utenti Consumatori, il quale ricorreva all’arbitro bancario finanziario deducendo l’illegittima applicazione di interessi nei confronti dei beneficiari della sospensione.
Il collegio di coordinamento dell’ABF accoglieva il ricorso dei mutuatari con la seguente decisione:
Poichè i ricorrenti hanno beneficiato della sospensione dal pagamento del mutuo accordata dal Gestore del Fondo di Solidarietà (e che lo stesso ha provveduto a corrispondere l’interesse dovuto alla banca), la banca dovrà restituire ai mutuatari l’intero ammontare degli interessi addebitati per la sospensione del mutuo e riscossi dalla banca, oltre al risarcimento dei danni per le spese di assistenza difensiva.
Per una maggiore comprensione della vicenda in questi giorni verrà reso pubblico e scaricabile il contenuto della decisione del collegio di coordinamento.

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