Traghetto “in panne” e pernottamento di fortuna

traghetto maltempo

E’ stata davvero un’odissea quella vissuta dai passeggeri di un traghetto, che sono stati costretti, a causa di peggioramento metereologico, ad un pernottamento di fortuna in condizioni precarie.

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Ma cosa è accaduto?
Nonostante le condizioni metereologiche fossero previste in peggioramento con prevedibile impossibilità del viaggio di ritorno, il comandante della motonove ha preferito affrontare il viaggio per le isole con 360 passeggeri a bordo piuttosto che desistere o dirottare le persone su altra motonave più adeguata per non rimetterci i soldi dei biglietti già pagati dai passeggeri.
Dai bollettini meteo erano, infatti, previste precipitazioni temporalesche, che localmente avrebbero potuto assumere carattere di forte intensità e che in effetti si manifestarono con una violenza ancora maggiore del previsto con una tromba d’aria.

Considerato che la motonave in questione non aveva la capacità di affrontare il mare mosso con un carico di 360 passeggeri con il vento forza 7, il viaggio non doveva essere intrapreso affatto. Tuttavia, la tratta fè stata comunque intrapresa ed essendo impossibile il rientro i passeggerisono stati lasciati in condizioni disagiate e precarie 24 ore su un’isola, costretti a trascorrere la notte presso un museo e una chiesa, con giacigli di fortuna sul pavimento e coperte fornite dai Carabinieri, dal Sindaco e dalla protezione civile, in condizioni igieniche facilmente intuibili.

Della vicenda se ne è occupata la Corte di Cassazione che ha specificato che la società proprietaria della motonave è tenuta a risarcire il danno morale ai passeggeri, sottolineando che “la fattispecie realizza anche il cosiddetto danno esistenziale, inteso come peggioramento della sfera personale determinato da alterazione, ad opera del fatto illecito di un terzo, delle normali attività quotidiane, quali le attività familiari, sociali, di svago, di riposo, di relax, cui ciascun soggetto ha diritto, e che incidono nella sfera psichica del soggetto leso in relazione alla diversa sensibilità individuale e struttura della personalità”.

Tutto ciò, a detta della Suprema Corte , basta per configurare appieno la responsabilità per fatto colposo della società proprietaria della motonave, ai sensi dell’art. 2043 c.c.,  per l’ingiusto danno procurato ai passeggeri. A questo danno si aggiunge che i passeggeri sono stati privati della possibilità di provvedere alle loro normali occupazioni per tutto il giorno successivo a quello che doveva essere una gita di piacere.

La Cassazione ha aggiunto che l’aver ignorato queste chiare previsioni meteo costituisce colpa grave della società, specie in ragione dell’esercizio professionale dell’attività da essa svolta, violando l’obbligo di particolare diligenza richiesto dall’art. 1176 del codice civile.

Per approfondimenti:

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