Turismo, discesa in frenata Ferrara: “L’unico dato positivo è l’abbassamento dei prezzi”

turismo_bed_breakTiene il settore turistico in Italia nonostante il generale calo dei consumi e la crisi mondiale. A renderlo noto è uno studio condotto dal “Sole 24 Ore”. Secondo il quotidiano degli industriali nell’estate che si avvia ormai alla fine, il calo rispetto alla passata stagione si attesta all’uno per cento. Dato quantunque negativo ma che induce all’ottimismo; poteva andare molto peggio.

Il merito va soprattutto alla domanda degli stranieri.

Più tre per cento le richieste pervenute dall’estero, soprattutto dal Nord europa e dai Paesi emergenti. Segno negativo per gli italiani che fanno segnare un calo compreso tra l’uno e mezzo ed il due per cento.

L’alto di gamma è il settore dove più alte sono state le richieste, merito anche dei nuovi ricchi provenienti da Russia e Cina.

Sicilia orientale, Puglia, Sardegna e Versilia sono state le mete più gettonate, con incrementi che sono andati dal due all’otto per cento grazie ad un’offerta che oltre alle strutture balneari in senso stretto è stata in grado di fornire svaghi di tipo culturale con mostre e rassegne. Segno negativo per Riviera Adriatica, Liguria, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana con decrementi dal 2 al 3 per cento. Crollo netto invece per la Calabria: meno 30 per cento.

Dati sicuramente meno peggiori del previsto ma in ogni caso ancora lontani dall’essere soddisfacenti. Mostra cautela Nando Filippetti il rappresentante di “Asti” l’associazione di categoria dei tour operator italiani che preferisce soffermarsi sulle problematiche che ancora attanagliano il sistema turistico italiano. «Il prodotto Italia sconta ormai da tempo una debolezza strutturale dell’offerta. Il deficit principale è relativo al rapporto qualità prezzo, fattore che risulta penalizzante, soprattutto nell’attuale fase di recessione. Al cattivo rapporto tra il servizio usufruito ed il prezzo pagato si aggiungono scarsa innovazione del prodotto, mancato adeguamento alla rapida evoluzione della domanda e la perdita sella cultura dell’ospitalità un tempo fiore all’occhiello della nostra offerta».

Sulla stessa linea d’onda anche il presidente di “Sos utenti consumatori” Antonio Ferrara il quale dice: «L’unico dato positivo è l’abbassamento medio dei prezzi da parte delle strutture. Peccato solo per i servizi offerti ancora non in linea con quelli erogati all’estero. Non rimane che sperare – contttiiinua Ferrara –  che anche dalle nostre parti le strutture si decidano finalmente ad essere maggiormente competitivi anche sotto quest’altro aspetto. In Italia abbiamo tutto, cultura dell’ospitalità, bellezze naturali e talento da vendere eppure… ad avere la meglio è sempre l’atavico vizio della furbizia».

Raffaele de Chiara 

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