Vendite di fine stagione è crisi, Ferrara: “C’è troppa incertezza, le famiglie temono il futuro”

economia-abruzzo_abruzzo-saldi-al-via-il-5-gennaioSaldi non vi conosco. L’anatema del consumatore medio nei confronti degli sconti praticati dagli esercizi commerciali sembra non conoscere battuta d’arresto. Meno di cento euro a testa, a tanto ammonta il budget che l’italiano medio avrà a disposizione per spendere in beni di consumo durante la stagione degli sconti. Non supererà i 3,6 miliardi di euro il valore complessivo degli acquisti di vestiti, scarpe ed accessori vari. A renderlo noto è uno studio di Confcommercio che parla di una crisi senza precedenti. Nel 2011 il budget medio di ciascuno era di 114 euro già sceso a 103 nel 2012.

La crisi non risparmia neppure i centri commerciali dove si registrano vendite con cali a due cifre: meno 12 per cento

«I numeri mostrati da Confcommercio per noi risultano essere fin troppo ottimistici, secondo i nostri dati registrati assieme ad altre associazioni di categoria il giro di affari complessivo non dovrebbe superare i 936 milioni di euro – a dirlo è Antonio Ferrara, presidente di Sos utenti consumatori che rilancia – è in atto una vera e propria crisi dei consumi dall’esito incerto. Intervenire deve essere una priorità»

Non agevolano gli acquisti neppure il clima di generale incertezza

«Un giorno sì e l’altro pure assistiamo al balletto di dichiarazioni secondo cui l’imposta sulla prima casa la tanto detestata Imu a settembre si pagherà salvo poi negare tutto ovvero ratificare le dichiarazioni precedenti con aggiustamenti parziali. Come può una famiglia media preventivare un acquisto non sapendo con esattezza alle spese cui andrà incontro al rientro dalle vacanze?».

Maggiore serietà è la strada giusta da percorrere

«Spesso mi sembra di vivere in un Paese irreale governato da politici nati e vissuti sulla Luna, ogni giorno giro i mercati, mi muovo sui mezzi pubblici, sono in tribunale ciò che avverto da ogni parte è una sostanziale insoddisfazione, i consumatori sono stanchi; stanchi di non essere ascoltati né capiti questo è molto preoccupante».

“Meno 50 per cento”, “meno 20”, “meno 30” mai come ora anziché essere la bussola dei consumi i vecchi cartelli dei saldi rischiano di diventare la cartina al tornasole della crisi degli acquisti.

 

Raffaele de Chiara 

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