Vetrya come disattivare

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I servizi in abbonamento Vetrya

La  società Vetrya gestisce i “servizi a valore aggiunto” principalmente per i clienti 3 (H3g).

Con un semplice cick su un banner presente in qualche applicazione il consumatore può ricevere un SMS che prevede l’attivazione di un servizio premium in abbonamento a 5€ a settimana. I servizi attivati sono servizi “hot” del tipo Hot Desires, XgirlsX, MaliziaClub, HotShow. Tali addebiti compaiono sotto la voce VETRYAMED_AS_SP9_ABB, b smart h3g.

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Il consumatore ogni giorno si vede sottratti 5€ per un servizio mai richiesto; stiamo parlando dei cosiddetti servizi a valore aggiunto.

Vetrya come disattivare tali servizi tramite l’Associazione Consumatori. Gratis 

Se nella tua fattura H3G compare la voce Vetrya, per servizi a pagamento tipo servizi mobile content,  oppure non sai come disattivare il servizio hot videos o non sai come disattivare hot tv ed avere un rimborso,

Contattaci. Avrai diritto alla restituzione di quanto indebitamente pagato alla compagnia telefonica H3G. Inoltre chiederemo per te alla H3G la disattivazione ed il blocco di tutti i servizi a pagamento non espressamente richiesti. Evita addebiti stratosferici in bolletta. 

Se il consumatore si rivolgesse ad H3G, probabilmente si sentirebbe dire che disattivare  il servizio vetryamed sarebbe unicamente responsabilità di Vetrya. 

Disabilitare portale tre oggi risulta più complicato che mai, con la conseguenza che potresti trovarti un abbonamento hot tv senza volerlo. Proprio per questo motivo sia la compagnia telefonica H3G sia Vetrya sono stati sanzionati dall’Agcom.

Vetrya sanzionata per addebiti indesiderati

Nel procedimento , tramite alcune segnalazioni  l’Autorità ha riscontrato l’inconsapevolezza degli utenti circa l’oggetto del contratto e, in particolare, circa l’abilitazione dell’utente alla ricezione di servizi a pagamento con addebito sul credito telefonico durante la navigazione in mobilità 3, ossia di un servizio non richiesto. 

Da altre denunce pervenute è emerso che l’operatore H3G, a fronte dell’obbligo di informazione previsto dalla legge, avrebbe omesso di informare adeguatamente gli utenti, sia al momento della adesione al contratto di telefonia mobile sia in un momento successivo, della facoltà loro riconosciuta di richiedere, al momento della sottoscrizione del contratto telefonico o in un momento successivo, il c.d. blocco selettivo dei servizi a sovrapprezzo (o di come disattivare buongiorno o bloccare portale 3, ad esempio).

Sul punto, molti consumatori hanno anzi lamentato che H3G avrebbe respinto la loro richiesta di inibire, attraverso il blocco, la possibilità di attivare tali servizi. Inoltre, secondo quanto riferito in alcune segnalazioni, H3G, a fronte di contestazioni del fenomeno provenienti da suoi clienti di telefonia mobile, avrebbe negato qualsiasi responsabilità senza accennare alla esistenza di un sistema automatico di comunicazione del numero di telefono al CSP7.

La gran parte delle segnalazioni ha evidenziato l’attivazione di servizi a pagamento avvenuta senza che il consumatore avesse cliccato su link o su banner ad essi riferiti, ossia senza aver posto in essere alcun comportamento proattivo. I consumatori hanno dichiarato di aver appreso dell’attivazione del servizio solo da alcuni SMS ricevuti dopo che le somme venivano scalate ovvero consultando la fattura relativa al proprio abbonamento o quando il proprio credito telefonico è risultato esaurito.

In alcuni casi, i segnalanti hanno riferito che l’attivazione del servizio sarebbe avvenuta di notte o quando il telefono non era utilizzato. La compagnia telefonica H3G non ha informato adeguatamente l’utente consumatore sulla possibilità di procedere all’acquisto di contenuti digitali tramite navigazione wap a pagamento attraverso il proprio conto telefonico; infatti, navigando semplicemente sul proprio smartphone il consumatore aveva un addebito diretto sul conto telefonico, semplicemente cliccando su un banner e senza necessità di ulteriori conferme, con la conseguenza che la scarsa consapevolezza di tale possibilità da parte degli utenti ha sicuramente pregiudicato l’opportunità, per gli stessi di cautelarsi  tramite il ricorso agli strumenti di inibizione all’acquisto di servizi a valore aggiunto ed, in via contingente, prestando maggiore attenzione nella navigazione wap.

Il procedimento ha riguardato la fornitura agli utenti di telefonia mobile di portale 3 servizi a pagamento (c.d. servizi premium) non richiesti e/o richiesti inconsapevolmente e l’addebito dei relativi importi sul credito telefonico dei consumatori durante la navigazione in mobilità;  l’omissione di informazioni rilevanti circa l’oggetto del contratto di telefonia mobile, l’abilitazione dell’utente alla ricezione di servizi a pagamento durante la navigazione in mobilità, le caratteristiche essenziali, le modalità di fornitura e di pagamento dei suddetti servizi; l’omissione circa la possibilità di disabilitare la propria SIM (c.d. blocco selettivo) alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo forniti da soggetti terzi con addebito automatico sul conto telefonico del cliente ricaricabile o in abbonamento; l’implementazione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un sistema automatico di trasferimento del numero di telefono dell’utente (cd. “enrichment”) dal gestore ai Content Service Provider (CSP) che editano i contenuti digitali a pagamento e il successivo automatico addebito del servizio sul credito telefonico dell’utente senza che quest’ultimo abbia mai adottato un comportamento attivo (inserimento del proprio numero telefonico o altro codice di riconoscimento ecc.) o si sia, in altro modo consapevole, reso riconoscibile;  la diffusione di messaggi volti a promuovere i servizi a pagamento che omettono informazioni rilevanti circa gli elementi principali dell’offerta e i diritti dei consumatori nella contrattazione a distanza (recesso ecc.), nonché caratterizzati da meccanismi che determinano l’accesso ai predetti servizi e la loro attivazione con conseguente relativo addebito sul credito telefonico, in modo accidentale o, comunque, in assenza di una espressa manifestazione di volontà del consumatore .In particolare sono pervenute segnalazioni con le quali numerosi consumatori e sei associazioni di consumatori che hanno denunciato l’attivazione di servizi a sovrapprezzo non richiesti durante la navigazione sul web. Le condotte segnalate sono riferite a clienti ricaricabili o in abbonamento .

La condotta tenuta dall’operatore, in sintesi, non può essere, secondo l’Agcom, ritenuta conforme al canone di diligenza professionale, anche in considerazione della rilevante percentuale di revenue sharing che lo stesso ricava dalla vendita dei predetti servizi.

Chi è Vetrya

Vetrya S.p.A. è una società  attiva nel settore dei servizi broadband, distribuzione di contenuti per il mondo televisivo, system integrator, nonché opera come aggregatore di content provider vetrya è un gruppo italiano con sede legale ad Orvieto che gestisce la fornitura di piattaforme multi screen, media asset management, mobile entertainment, mobile commerce, internet tv e servizi broadband. Sviluppa servizi, applicazioni e piattaforme per digital media e OTT.

È attiva sui mercati media, telecommunications, broadband, products, outosourcing e content management – centri di competenza specifici “content media & entertainment” e “multimedia broadband innovation center”per gestire la distribuzione dei contenuti attraverso la multicanalità: smart TV, smartphone, tablet, web.

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