Al via la rivoluzione del catasto: il valore degli immobili sarà calcolato in base ai metri quadrati

napoli_case_catasto_riformaIl valore degli immobili calcolato in base ai metri quadrati e non più sul numero dei vani. E’ questa la rivoluzione del catasto contenuta in un decreto legislativo varato nei giorni scorsi dal governo.

In base a quanto spiega Palazzo Chigi nella nota ufficiale, “Le nuove commissioni locali saranno 106 a cui si aggiungerà la commissione censuaria centrale con sede a Roma che ha funzione di supervisore”.

Tempi relativamente stretti per l’insediamento dei tecnici in grado di stilare i nuovi valori

Le commissioni si insiederanno entro un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo, ad esse spetta il compito, tra l’altro,  di validare le funzioni statistiche determinate dall’Agenzia delle Entrate che sono alla base della revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati.

Quest’ultime esprimeranno la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, anche all’interno di uno stesso comune”.

A esse spetterà poi anche decidere sui ricorsi dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni contro le decisioni delle commissioni censuarie locali in materia di qualità, classi e tariffe d’estimo dei terreni e in materia di categorie, classi e tariffe d’estimo dei fabbricati, eserciterà poteri sostitutivi nel caso in cui le commissioni locali non provvedano alla validazione delle funzioni statistiche.

Cauto il commento del presidente di Sos utenti consumatori Antonio Ferrara.

“In linea di massima non siamo di certo contrari – afferma – occhio però ad intervenire in una materia così delicata senza considerare le possibili ricadute economiche sui cittadini”.

Ferrara fa notare infatti che le tasse riguardanti la casa, Imu e Tasi, sono basate sulle rendite catastali, aumentare quest’ultime senza intervenire anche sulle prime, potrebbe generare “un salasso notevole per i cittadini”.

Altra ricaduta da considerare è poi quella sul reddito Isee basato anch’esso in massima parte sulle rendite catastali.

“La materia – conclude –  come si vede è molto delicata, intervenire con estrema superficialità, sebbene mossi dalle migliori intenzioni, potrebbe causare più danni che benefici”.

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