Vodafone Relax Superinternet, quando il telefonino si trasforma in modem “all’insaputa” dell’utente

VodafoneIl telefonino che si trasforma in modem per navigare in internet è senza dubbio una comodità per gli utenti. Peccato però che spesso il servizio, a pagamento, è attivato in automatico dalla Vodafone a totale insaputa del cliente che si vede così messo a disposizione dalla compagnia un servizio oneroso di cui spesso ignora perfino l’esistenza.

L’ultima trovata in ordine di tempo si chiama Relax Superinternet e costa circa 1 euro al giorno.

“Sempre più spesso negli ultimi tempi – spiega l’avvocato Michele Ferrara responsabile ufficio legale esterno dell’associazione Sos utenti consumatori – riceviamo telefonate da parte di persone che lamentano l’attivazione da parte delle compagnie telefoniche di servizi mai richiesti”.

Al riguardo fa notare Ferrara esiste già una delibera dell’Agicom, nel cui testo è possibile leggere che:

“L’operatore potrà addebitare il costo del servizio solo se l’utente ha espresso ‘esplicito consenso’ all’abbonamento” L’autorità si spinge oltre e, per evitare equivoci, “indica un modo particolare con cui l’utente dovrebbe esplicitare il consenso: inserendo il proprio numero di telefono nella pagina stessa del servizio”. Teorie che poco si confanno  alla realtà dei fatti.

Altra misura quasi mai rispettata è quella della ‘bolletta trasparente’.

“La delibera – argomenta Ferrara  – chiede una bolletta trasparente. Gli operatori sarebbero già obbligati a indicarlo in bolletta, ma in molti casi aggiravano l’obbligo scrivendolo in modo poco trasparente, poco chiaro e nascosto”.

Delibere dell’Antitrust ma non solo.

A suffragio della tesi che vede le compagnie telefoniche come uniche responsabili della scarsa trasparenza della condotta c’è anche una sentenza della Corte di Cassazione. Più precisamente trattasi della n. 13533 del 30 ottobre 2001. In essa i supremi giudici sono stati chiamati a pronunciarsi su uno degli argomenti nevralgici del diritto civile, quello concernente la ripartizione tra creditore e debitore dell’onere della prova dell’inadempimento nei casi di responsabilità contrattuale e hanno cristallizzato una volta per tutte il principio che è onere del debitore provare che la responsabilità per i fatti contestati è dovuta ad una causa oggettiva a lui estranea. Nella fattispecie specifica non può quindi che spettare alla Vodafone rimborsare gli utenti per il costo sostenuto nell’attivazione di un qualcosa che da loro non era stato mai richiesto”.

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